Il Dipartimento per le politiche della famiglia ha definito la distribuzione del Fondo per le politiche della famiglia per il 2026. A fronte di una dotazione di bilancio di circa 91 milioni di euro, le risorse effettivamente sottoposte a riparto sono 89.150.802 euro. Il decreto, firmato dalla ministra Eugenia Roccella il 24 luglio 2026, separa la gestione centrale da quella affidata al territorio.
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Due canali di spesa: Stato e territorio
La cifra complessiva si divide su due voci distinte. La parte più consistente, 54.150.802 euro, resta in capo allo Stato: finanzia le iniziative dirette della ministra a favore delle famiglie, ai sensi dell’articolo 1, commi 1250 e 1251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
I restanti 35 milioni di euro sono destinati a Regioni ed Enti locali, con un vincolo di scopo: rafforzare i Centri per la famiglia, previsti dalla lettera e-bis) del comma 1250, inserita dall’articolo 33 della legge 13 dicembre 2024, n. 203. Il riparto regionale applica le percentuali del Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS).
Cosa dovranno offrire i Centri per la famiglia
Il decreto ridisegna il perimetro operativo di questi presidi. Accanto ai servizi già erogati, i Centri assumono una funzione di informazione e orientamento: dovranno guidare le famiglie tra le opportunità del territorio, dall’ambito educativo a quello sanitario, economico, scolastico e del tempo libero, anche a livello nazionale.
Nel mandato rientra anche la consulenza sull’alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con attenzione specifica al parental control. A ciò si aggiunge almeno una funzione a scelta tra:
- informazione e prevenzione sugli effetti delle sostanze psicotrope;
- ascolto e orientamento per adolescenti e genitori;
- sensibilizzazione su affidamento familiare e adozione;
- sostegno alla maternità nei primi mille giorni.
Chi riceve di più e con quali vincoli
Sul fronte degli importi, le assegnazioni più alte vanno a Lombardia (4.952.500 euro), Campania (3.493.000) e Sicilia (3.216.500).
Per incassare le risorse, le Regioni presentano domanda via PEC entro 90 giorni, allegando delibera di giunta e piano operativo. Devono coprire almeno il 50% dei Centri attivi, impegnare la spesa entro 6 mesi e concludere le attività entro 18 mesi. A ogni intervento è attribuito un CUP dedicato.
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