Alla domanda del Sindaco di un comune che a seguito del trasferimento del complesso scolastico, includente didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e di quella secondaria, possa essere finanziato solo parzialmente da parte dell’utenza con una parte delle spese a carico del Comune, la risposta è stata fornita dalla Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Piemonte (deliberazione 6 giugno 2019, n.46), precisando che non si tratta di un servizio a domanda individuale e che la copertura della spesa da parte dell’utenza deve avvenire al fine di assicurare l’integrale copertura dei costi del servizio.
La domanda posta dal Sindaco
Il Sindaco di un comune in merito alla copertura della spesa da parte dell’utenza fruitrice del trasporto scolastico ha formula alla Corte dei conti la seguente domanda “se le quote di partecipazione finanziaria correlate al servizio che verranno erogate dall’utenza dovranno completamente concorrere alla copertura integrale della spesa del medesimo; e ciò anche per assicurare il conseguente equilibrio economico-finanziario in funzione del principio di invarianza finanziaria di cui all’art. 5, comma 2, del D.lgs. n. 63/2017, secondo cui il servizio di trasporto va realizzato senza determinare nuovi e maggiori oneri per gli Enti territoriali ed in base al quale le quote di partecipazione diretta nella loro interezza debbono coprire integralmente la spesa complessiva del servizio”.
La risposta del Collegio contabile
Precisa in via preliminare il Collegio contabile come ormai risulti ormai consolidato l’indirizzo della magistratura contabile nel ritenere che il servizio di trasporto scolastico sia un servizio pubblico di trasporto, e, come tale, escluso dalla disciplina normativa dei servizi pubblici a domanda individuale (v., Sezione Controllo Campania, Delib. n. 222 del 2017; id., Sezione Controllo Sicilia, Delib. n. 178 del 2018). Nel confermare, pertanto, che si è all’interno di un servizio pubblico di trasporto deve essere rivolto a soddisfare esigenze della collettività, con la conseguenza della definizione da parte dell’Ente di adeguate tariffe a copertura dei costi, secondo quanto stabilito dall’articolo 117 del Tuel il quale stabilisce che:
- Gli enti interessati approvano le tariffe dei servizi pubblici in misura tale da assicurare l’equilibrio economico-finanziario dell’investimento e della connessa gestione. I criteri per il calcolo della tariffa relativa ai servizi stessi sono i seguenti:
- a) la corrispondenza tra costi e ricavi in modo da assicurare la integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico-finanziario;
- b) l’equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti ed il capitale investito;
- c) l’entità dei costi di gestione delle opere, tenendo conto anche degli investimenti e della qualità del servizio;
- d) l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato.
- La tariffa costituisce il corrispettivo dei servizi pubblici; essa è determinata e adeguata ogni anno dai soggetti proprietari, attraverso contratti di programma di durata poliennale, nel rispetto del disciplinare e dello statuto conseguenti ai modelli organizzativi prescelti.
- Qualora i servizi siano gestiti da soggetti diversi dall’ente pubblico per effetto di particolari convenzioni e concessioni dell’ente o per effetto del modello organizzativo di società mista, la tariffa è riscossa dal soggetto che gestisce i servizi pubblici.
Che la copertura del costo debba essere totale da parte dell’utenza soccorre oltre alla giurisprudenza contabile (tra le tante Sezione regionale di controllo della Sicilia, Deliberazione n. 178/2018) anche quella amministrativa secondo cui in occasione dell’erogazione di un servizio pubblico, gli Enti “… saranno tenuti, in sede di copertura, alla stretta osservanza delle disposizioni dell’art. 117 TUEL, in particolare, del principio dell’equilibrio ex ante tra costi e risorse a copertura, principio che riguarda indistintamente tutti i servizi pubblici erogati dall’ente locale, a prescindere dalla forma contrattuale di affidamento del servizio” (v., ex multis, Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza 3 maggio 2012 n. 2537).
In merito alle disposizioni di cui all’art.5, comma 2, del decreto legislativo 63/2017, infatti, gli enti locali “assicurano il trasporto delle alunne e degli alunni delle scuole primarie statali per consentire loro il raggiungimento della più vicina sede di erogazione del servizio scolastico. Il servizio è assicurato su istanza di parte e dietro pagamento di una quota di partecipazione diretta, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti territoriali interessati”.
Secondo il collegio contabile piemontese il D.lgs. 63/2017, non solo non ha inciso nell’ambito delineato in via generale dalle menzionate disposizioni del TUEL, bensì ha introdotto una disciplina specifica, che si innesta nell’ampio perimetro disciplinato dall’articolo 112 del Tuel, il quale attribuisce agli enti la gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto la produzione di beni e delle attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali. Ma soprattutto il richiamato articolo 5 del D.lgs. 63/2017 prevede una espressa clausola di invarianza finanziaria, richiedendo che il servizio di trasporto vada realizzato “senza determinare nuovi e maggiori oneri per gli enti territoriali” e dietro pagamento di una quota di partecipazione diretta da parte dell’utenza quale corrispettivo della prestazione ricevuta.
In conclusione, la corresponsione della quota di partecipazione diretta da parte degli utenti, nel rispetto del rapporto di corrispondenza tra costi e ricavi, non può non essere finalizzata ad assicurare l’integrale copertura dei costi del servizio.
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