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Riaccertamento straordinario: ancora difficoltà da parte dei Comuni. La situazione surreale dell’impossibilità nell’approvazione del bilancio 2015

Approfondimento di V. Giannotti

Le difficoltà del riaccertamento straordinario sono state esaminate in diversi articoli su questa rivista, in questo articolo si rappresentano alcune difficoltà che hanno incontrato alcuni Comuni siciliani, tanto che uno di questi non è stato in grado di approvare il bilancio di previsione 2015. La motivazione da parte del comune è stata la seguente:
“Il bilancio di previsione 2015 non è tuttora approvato, in quanto dopo l’applicazione del riaccertamento si è riscontrato che l’interpretazione data alla voce “esigibilità” intesa erroneamente come “pagamento o riscossione” dovevasi intendere come “prestazione o fornitura eseguita”.
Gli impegni e gli accertamenti che andavano conservati a residui sono stati, erroneamente, imputati negli anni successivi. Pertanto, i mandati e le reversali emessi nell’anno 2015 in c/residui, prima dell’esito del riaccertamento risultano privi di impegni ed accertamenti”.
Qui di seguito i commenti della Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana, deliberazione 10/11/2016 n.206.

LE PREMESSE DEI GIUDICI CONTABILI
Precisa il Collegio contabile come, in base al principio di competenza finanziaria potenziata, che sta alla base della riforma dell’armonizzazione contabile e degli istituti da questa introdotti, il concetto di esigibilità non riguarda né “il pagamento o la riscossione”, né tantomeno, come afferma l’ente “la prestazione o la fornitura eseguita”.
E’ utile richiamare i postulati contabili del d.lgs. n. 118/2011, secondo cui:
“le obbligazioni giuridiche perfezionate sono registrate nelle scritture contabili al momento della nascita dell’obbligazione, imputandole all’esercizio in cui l’obbligazione viene a scadenza. La scadenza dell’obbligazione è il momento in cui l’obbligazione diventa esigibile. La consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione definisce come esigibile un credito per il quale non vi siano ostacoli alla sua riscossione ed è consentito, quindi, pretendere l’adempimento. Non si dubita, quindi, della coincidenza tra esigibilità e possibilità di esercitare il diritto di credito”.

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