Tra i molteplici limiti che colpiscono singole tipologie di spese, la legge di stabilità 228/2013 ha aggiunto una riduzione del 20% della spesa sostenuta in media negli anni 2010-2011 per l’acquisto di mobili e arredi (1). Il vincolo si aggiunge ad altri, ancora vigenti, stabiliti dal d.l. 78/2010 che riguardano le spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, che non possono superare l’ammontare del 20% per cento della spesa sostenuta nell’anno 2009 per le medesime finalità (2). Altri limiti insistono su studi ed incarichi di consulenza, tema ampiamente trattato, e sulle spese per automezzi. In termini di applicazione pratica, e delle possibili casistiche l’interpretazione da dare, in linea con le indicazioni più ricorrenti negli ultimi anni da parte degli organi di controllo, è che il limite abbia carattere generale, non prevedendo cioè eccezioni se non per norma di legge o in casi molto specifici.
La spending review e la sua applicazione negli enti locali – il caso dell’acquisto di mobili e arredi
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