La Corte dei conti, (Sez. controllo dell’Emilia Romagna), con la deliberazione del 24 giugno 2026, n. 71 affronta uno dei temi più delicati della contabilità degli enti locali: la contabilizzazione dei contributi a rendicontazione. Pur richiamando formalmente i principi dell’armonizzazione contabile contenuti nell’Allegato 4/2 al D.Lgs. n. 118/2011, la pronuncia assume un significato ben più ampio, poiché anticipa la logica che sarà alla base della futura contabilità Accrual, rafforzando i principi di trasparenza, prudenza e corretta rappresentazione della gestione finanziaria.
Indice
L’accertamento segue il cronoprogramma delle spese
Il principio affermato dalla Corte è netto: i contributi a rendicontazione non possono essere accertati sulla sola base del provvedimento di concessione, ma devono essere imputati agli esercizi nei quali diventano effettivamente esigibili, in coerenza con il cronoprogramma delle spese predisposto dall’ente beneficiario e condiviso con il soggetto finanziatore.
Qualora l’attuazione dell’intervento subisca ritardi o variazioni rispetto alla programmazione iniziale, il cronoprogramma deve essere tempestivamente aggiornato e devono essere conseguentemente reimputate sia le entrate sia le corrispondenti spese agli esercizi di effettiva esigibilità.
Secondo i giudici contabili, solo tale allineamento consente di mantenere la necessaria corrispondenza tra il bilancio dell’ente finanziatore e quello del soggetto beneficiario.
I rischi di una contabilizzazione anticipata
La Corte evidenzia come una contabilizzazione anticipata dei contributi produca effetti distorsivi sugli equilibri di bilancio.
Da un lato si determina una sovrastima delle entrate, che può generare una rappresentazione non veritiera della capacità di spesa dell’ente; dall’altro emergono squilibri anche sul piano economico-patrimoniale, poiché gli ammortamenti relativi ai beni realizzati non trovano un corrispondente riconoscimento dei proventi da contributo.
Il risultato è un peggioramento artificiale del conto economico e una rappresentazione non corretta della gestione.
Un’anticipazione della logica Accrual
La pronuncia assume particolare interesse anche alla luce della riforma della contabilità Accrual, destinata ad affiancare la contabilità finanziaria negli enti pubblici.
La Corte, pur applicando le regole della competenza finanziaria potenziata, richiama infatti un principio che caratterizza anche il futuro sistema economico-patrimoniale: la necessità di correlare temporalmente costi e ricavi, evitando anticipazioni che alterino la rappresentazione della situazione economica e finanziaria dell’ente.
Nel modello Accrual il diritto al contributo sarà rilevato come credito patrimoniale, mentre il relativo ricavo verrà imputato progressivamente a conto economico in funzione del sostenimento dei costi o delle quote di ammortamento dell’investimento finanziato. Una logica che la Corte, di fatto, anticipa già oggi attraverso il rigoroso rispetto del cronoprogramma.
Un richiamo operativo per enti e revisori
La deliberazione costituisce un importante richiamo per responsabili finanziari, revisori e amministratori locali.
Il cronoprogramma non rappresenta infatti un semplice documento programmatorio, ma uno strumento essenziale per garantire la veridicità del bilancio e la corretta imputazione delle entrate e delle spese.
L’indicazione della magistratura contabile è chiara: gli equilibri finanziari non possono essere perseguiti attraverso anticipazioni contabili, ma devono fondarsi su una rigorosa rappresentazione dell’effettiva esigibilità delle risorse. In questa prospettiva, la pronuncia costituisce un significativo ponte tra l’attuale sistema di armonizzazione contabile e il futuro modello Accrual previsto dal PNRR.
Volume consigliato
Gli inventari dei beni delle pubbliche amministrazioni e l’aggiornamento Accrual
La riforma 1.15 del PNRR impone l’avvio della nuova contabilità accrual: l’aggiornamento degli inventari diventa il passaggio tecnico-operativo decisivo per il bilancio di apertura. Il volume guida passo dopo passo l’intero processo, ed è aggiornato alla Nota MEF n. 158 del 29/8/2025. Include accesso iLibro con collegamenti diretti a normativa in multivigenza, prassi e giurisprudenza. Vantaggi chiave Quadro normativo completo: TUEL e d.lgs. 118/2011, principi contabili degli enti locali, codice civile, r.d. 297/1911 e T.U. 383/1934, indicazioni della Corte dei conti e disposizioni per le Amministrazioni dello Stato. Operatività garantita: procedure di inventariazione, scritture inventariali e di ammortamento, prospetto riassuntivo, collegamento con il sistema contabile. Focus Accrual & ITAS: definizioni di risorsa/asset, concetto di controllo, struttura e contenuti degli inventari accrual, criteri di valutazione; attenzione a ITAS 4 (immobilizzazioni materiali) e ITAS 6 (concessioni). Ambiti speciali: beni culturali (heritage) e beni in concessione, con regole di prima rilevazione e valutazione. Strumenti pronti all’uso: tabelle, grafici, questionari, esempi, schema di regolamento per la gestione degli inventari e glossario. Contenuti digitali inclusi: accesso iLibro con ricerca per parola/concetti e link diretti alla normativa, più registrazione del corso online (2 ore) “Gli inventari di beni della PA e l’aggiornamento alla riforma Accrual”. Aggiornamento immediato: indicazioni operative per la fase pilota e per valorizzare il patrimonio pubblico in vista dell’avvio dell’accrual. Mauro BellesiaGià Ragioniere Capo del Comune di Vicenza, componente dello Standard Setter Board del MEF e dell’Osservatorio per la Finanza e la Contabilità degli Enti Locali del Ministero dell’Interno; revisore contabile, consulente Anci, già Amministratore delegato di società privata, commissario straordinario, componente di nuclei di valutazione, autore di pubblicazioni in materia di contabilità, controllo e finanza per Enti Locali e imprese, docente in corsi di formazione
Mauro Bellesia | Maggioli Editore 2025
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento