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Sospensione mutui congelata

Fonte: ItaliaOggi

di Matteo Barbero

Per i prestiti degli istituti la scadenza è il 15/5. Sul sito Abi non c’è l’elenco di chi ha detto sì
Manca la circolare Cdp. Solo poche banche hanno aderito
Il congelamento dei mutui segna il passo. Una delle misure più rilevanti approvate per dare ossigeno ai bilanci degli enti locali azzoppati dalla crisi innescata dal Covid 19 stenta a spiegare i propri (attesi) effetti benefi ci sui conti di comuni, province e città metropolitane. La Cassa depositi e prestiti ha fi nora agito solo sui c.d, mutui Mef, che rappresentano una piccola porzione dell’indebitamento locale complessivo, mentre per le restanti posizioni si attende l’emanazione di una circolare che non ha ancora visto la luce. Per i mutui erogati dagli altri istituti di credito la scadenza per le richieste è fi ssata al 15 maggio, ma ad oggi solo poche banche hanno aderito al protocollo d’intesa sottoscritto dall’Abi. Mutui Cdp. La prima mossa ha riguardato le amministrazioni della provincia di Lodi e di Padova della «zona rossa», individuate dal dpcm 23.2.2020, per i quali è stata disposta la sospensione del pagamento delle rate del 2020, liberando risorse al fi ne di agevolare il superamento dello stato emergenziale. In particolare, è stato previsto il differimento del pagamento delle rate previste per il 2020 in 20 semestralità a partire dal 2021, senza sanzioni ed interessi. Inoltre, in attuazione degli artt. 111 e 112 del dl 18/2020, Cdp provvederà per l’anno 2020 alla sospensione del pagamento delle quote capitale dei mutui trasferiti al Mef concessi agli enti locali ed alle regioni a statuto ordinario. Gli enti che non volessero beneficiare dei citati differimenti, dovranno trasmettere, entro il 30 aprile p.v., apposita comunicazione all’indirizzo pec cdpspa@pec.cdp.it. Infi ne, lo scorso 2 aprile il cda di Via Goito ha deliberato una vasta operazione di rinegoziazione. Per la rata di giugno, posticipata al 31 luglio, verrà sospeso il pagamento della quota capitale e gli interessi saranno calcolati sulla base del piano di ammortamento vigente. a quota capitale della rata di dicembre sarà corrisposta nella misura dello 0,25% del debito residuo 2020, e gli interessi saranno calcolati sulla base del piano post rinegoziazione, la cui scadenza minima è prevista per il 2043. I pagamenti riprenderanno a giugno 2021, comprensivi della quota capitale ordinaria post rinegoziazione. Si tratta, quindi, di un intervento diverso e più strutturale di quello previsto dal decreto cura Italia per i c.d. mutui Mef e che dovrebbe portare a un duplice benefi cio: nell’immediato, si attende una disponibilità fi nanziaria (senza vincoli di destinazione, in base alle norme vigenti) di 1,1 miliardi in più per il 2020, dall’altro ne deriverà la riduzione delle rate future, per l’allungamento della durata di molti dei mutui esistenti. Tuttavia, la circolare con le caratteristiche della rinegoziazione non è ancora stata emanata e non vedrà la luce prima di fi ne mese. La Cassa organizzerà dei webinar, nella prima decade di maggio, con lo scopo di fornire informazioni circa la rinegoziazione e le modalità per l’adesione alla stessa. Gli altri mutui. In base all’accordo quadro sottoscritto da Anci, Upi ed Abu in data 8 aprile 2020, le banche potranno procedere alla sospensione della quota capitale delle rate in scadenza nel 2020 dei mutui erogati in favore degli enti locali, sulla scorta di quanto già avvenuto con la sospensione della quota capitale dei c.d. «mutui Mef» (dl Cura Italia) e con l’operazione di rinegoziazione dei mutui recentemente approvata da Cdp. L’Accordo prevede un meccanismo di adesione su base volontaria da parte delle banche. le banche possono sospendere la quota capitale delle rate in scadenza nel 2020 e allungando contestualmente di un anno il periodo di ammortamento attualmente vigente,o individuare misure diverse purché equivalenti, o migliorative, in termini di impatto fi nanziario. Gli enti devono presentare la richiesta agli istituti aderenti entro il 15 maggio e la risposta dovrebbe arrivare entro i successivi 30 giorni. Ma al momento, sono in pochi ad essersi mossi (fra questi l’istituto per il credito sportivo e il Banco popolare di Milano), mentre sul sito dell’Associazione bancaria non è ancora reperibile l’elenco di chi ha aderito all’iniziativa.
Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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