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Si rafforza la previdenza complementare dei dipendenti pubblici: nasce Perseo-Sirio.

 

Nella rubrica mensile di ARAN Informa dei mesi di Luglio/Agosto 2014 è stata resa nota la fusione dei Fondi pensione pubblici Perseo e Sirio è un importante occasione di rilancio della previdenza complementare pubblica. L’ARAN evidenzia quanto segue:

È proprio vero che i proverbi dei nostri nonni hanno sempre ragione: “l’Unione fa la forza!”. È questo il motto alla base del progetto di fusione approvato il 29 aprile 2014 dai Consigli di amministrazione dei Fondi pensione Perseo[1] e Sirio[2]. L’idea di creare un unico fondo di categoria nasce dall’esigenza primaria di migliorare le performances a vantaggio degli aderenti e rilanciare le adesioni favorendo le economie di scala, con riduzione dei costi amministrativi e di gestione. La sinergia prodotta dal processo di unificazione consentirà l’accrescimento dell’attivo netto destinato alle prestazioni, il patrimonio investito per conto dei dipendenti iscritti al fondo – il loro salvadanaio per la vecchiaia – e la razionalizzazione della governance e delle strutture operative.

Si tratta di una esperienza nuova ed unica nella storia della previdenza complementare pubblica, di rilevante interesse, un percorso di virtualità con l’obiettivo di favorire più elevati livelli di efficienza e maggiore efficacia dell’azione positiva in termini di ampliamento della base associativa. Un percorso di rilancio della volontà del legislatore di attivare uno strumento di tutela dei lavoratori, guardando anche al loro futuro. È noto che l’attuale sistema pensionistico italiano è sempre più orientato all’allungamento dell’età di quiescenza e alla diminuzione dell’ammontare della pensione, così le recenti riforme normative hanno imposto, per il contenimento della finanza pubblica, regole sempre più stringenti. La fusione tra il fondo Perseo e Sirio rappresenta un momento utile per ricordare quanto di importante c’è da fare in questo settore che non a caso è stato denominato “il secondo pilastro” del sistema pubblico di previdenza. Occorre rimuovere gli ostacoli al suo pieno avvio, eliminando le differenze esistenti tra la disciplina applicata al lavoratore pubblico e privato e rendere più flessibile l’accesso ai fondi pensione, evitando di dover imporre l’irreversibile trasformazione del Tfs in Tfr.

L’approvazione del progetto di fusione da parte dei Fondi ha attivato un iter che ha visto coinvolte sia la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP) che le Parti costitutive. La prima nella sua veste di autorità vigilante, a tutela dei lavoratori, della corretta gestione dei fondi pensione, ha puntualizzato i limiti e le modalità dell’operazione in attesa di approvare le modifiche statutarie della fusione. Peraltro ha chiarito la necessità di porre particolare attenzione alla tempestiva comunicazione ai propri iscritti ed ai potenziali aderenti della fusione, ricordando la possibilità per i singoli fondi di continuare nella raccolta di adesioni in attesa di addivenire alla conclusione del progetto; mentre le Parti costitutive sono intervenute per suggellare la scelta operata, esprimendo la piena condivisione al progetto di fusione ed individuando le indicazioni e le raccomandazioni utili al corretto perfezionamento dell’operazione. Queste ultime sono state raccolte nel verbale della riunione tenutasi il 16 luglio 2014 presso l’ARAN, che in rappresentanza dei datori di lavoro pubblici, insieme alle organizzazioni sindacali firmatarie dell’atto costitutivo, hanno operato le propedeutiche scelte alla fusione.

Obiettivi salienti della fusione, che dovrà produrre i suoi effetti giuridici già dal 1° ottobre 2014, saranno:

la razionalizzazione della governance attraverso la definitiva riduzione del numero di consiglieri in seno al Consiglio di amministrazione. L’attuale numero di componenti, 20 per Perseo e 18 per Sirio, verrà dimezzato nel nuovo consiglio di amministrazione del fondo Perseo-Sirio. La ridefinizione del Cda consentirà nel contempo di tenere in considerazione la ricomposizione delle platee di destinatari;
il raggiungimento della base associativa minima pari a 30.000 adesioni per l’indizione delle elezioni dell’assemblea, organo rappresentativo degli associati nel fondo, è definita in 30.000 adesioni.

Le Parti costitutive hanno poi espresso il proprio avviso su diversi aspetti della gestione del nuovo Fondo, ribadendo che essa sia improntata a criteri di efficienza gestionale, riduzione dei costi e funzionalità.

A seguito del citato verbale di riunione, i fondi Perseo e Sirio prontamente hanno deliberato di prendere atto della volontà delle Parti costitutive e hanno provveduto a richiedere alla Covip le modifiche statutarie. L’iter si concluderà a fine settembre con l’atto di fusione e la designazione dei nuovi organi collegiali.

Ora l’auspicio è quello che la fusione possa essere positivo stimolo per una nuova campagna di comunicazione che diffonda tra i dipendenti pubblici la personale necessità di una previdenza integrativa alla pensione. Tutti dovranno farsi portavoce del rilancio dei Fondi pensione per fare in modo che i dipendenti pubblici non perdano anche i benefici previsti dalla pensione integrativa.

 

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