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Sentenza 80, soluzione in due tempi: subito la norma-ponte, a luglio intesa finale

L’intervento del Decreto Sostegni-bis permetterà agli enti locali di chiudere i rendiconti 2020 e i preventivi 2021-23 senza tener conto degli effetti prodotti dalla sentenza 80/2021 della Consulta.

Il decreto, come anticipato da Anci Campania, dovrebbe contenere solo la norma-ponte. Tuttavia in queste ore si sta lavorando anche per la soluzione definitiva che permetterebbe di far rientrare nel riaccertamento straordinario anche l’extra-deficit prodotto dalla gestione delle anticipazioni.

Ma ci sono due problemi da risolvere, tenendo anche presente che l’intervento che tappa i problemi creati dalla sentenza 80 dovrà essere a costo zero.

Il primo è legato al fatto che il riaccertamento straordinario, realizzato a suo tempo per accompagnare le amministrazioni locali verso la nuova contabilità, abbraccia un arco temporale che si chiude con il rendiconto 2014. Questo orizzonte permette di coprire il grosso delle anticipazioni, utilizzate fra 2013 e 2014, ma esclude l’ultima tornata, quella del 2015, accesa dal Dl 78 di quell’anno. Una tornata piccola, che da sola non determina un colpo generalizzato ai bilanci locali, ma potrebbe creare qualche problema ai singoli enti che erano saliti su quell’ultimo giro di prestiti.

Una seconda difficoltà è politica

La trovata contabile che riporta l’extradeficit da fondo anticipazioni sotto l’ombrello del vecchio riaccertamento straordinario riapre le porte del ripiano trentennale che erano state appena chiuse dalla Corte costituzionale. Proprio per questo il cantiere della norma è accompagnato da una fitta rete di confronti informali con i magistrati contabili e costituzionali. Ma alla fine, anche per ragioni di etichetta procedurale, governo e maggioranza potrebbero decidere di affidare al Parlamento il compito di portare a termine questo correttivo, sotto forma di emendamento alla legge di conversione. Per gli aggiustamenti sui conti locali prodotti dalla norma a regime, le amministrazioni avrebbero comunque tempo fino alla salvaguardia degli equilibri a fine luglio.

La «bomba» della sentenza 80 ha tuttavia riacceso il dibattito sull’esigenza di trovare nuove regole per gestire le difficoltà contabili degli enti in dissesto.

Una prima mossa dovrebbe arrivare sempre dal decreto Sostegni-bis, con un rifinanziamento fra i 500 milioni e il miliardo (le cifre dipendono dall’assetto definitivo delle coperture) per il fondo destinato ai Comuni in deficit strutturale.  Il nuovo finanziamento, nelle intenzioni del governo, sarà il prologo per un intervento a regime, messo in programma per la legge di bilancio.

 

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