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Sbloccadebiti: 6,5 miliardi agli enti locali, 1,5 alle Regioni e 4 alle Asl

Fonte: il sole24ore

di Gianni Trovati

Il fondo da 12 miliardi per il pagamento delle vecchie fatture ai fornitori della Pubblica amministrazione sarà diviso in due sezioni: 8 miliardi andranno a Regioni, Province e Comuni (6,5 miliardi agli enti locali, il resto alle Regioni) e quattro alle Aziende sanitarie locali. Il meccanismo, che replica lo sblocca-debiti del 2013, punta a un doppio obiettivo. Fare in fretta, con la firma della convenzione con Cassa depositi e prestiti entro 10 giorni dall’entrata in vigore dell’ex decreto Aprile ora ribattezzato «Rilancio» che lo conterrà; e cancellare intorno al 70% dei debiti commerciali scaduti nella pubblica amministrazione territoriale, una montagna ancora imponente ma già abbattuta dalle misure degli anni scorsi. L’impianto era in lavorazione da tempo al ministero dell’Economia. Ma la crisi prodotta dall’emergenza sanitaria l’ha riportato in cima all’agenda delle priorità governative mentre si studiano con difficoltà le strade per garantire la liquidità alle imprese. In quest’ottica, liberare i pagamento dovuti dalla Pubblica amministrazione, che già sono costati al Paese una condanna alla Corte Ue, si trasforma in uno strumento utile per quella spinta alla liquidità delle imprese fin qui tentata con successi alterni dal decreto del mese scorso; soprattutto per quelle imprese che paradossalmente si trovano a dover ricorrere ai prestiti, garantiti o meno dallo Stato, mentre aspettano di vedersi pagati i beni e i servizi portati alla Pubblica amministrazione. Il calendario disegnato dalla norma preparata per il nuovo decreto è stretto, ma impone in ogni caso qualche altra settimana di attesa per sviluppare la procedura. In dieci giorni il ministero dell’Economia dovrà firmare la convenzione con Cdp, che fungerà da ente erogatore del fondo messo a disposizione dal bilancio publico. Le amministrazioni territoriali, in base all’ultima versione della bozza, avrannno tempo dal 15 giugno al 7 luglio per chiedere a Cdp l’anticipazione, che via Goito dovrà concedere entro il 24 luglio. A quel punto, l’ente dovrà pagare. E, soprattutto, avrà 30 anni di tempo per restituire l’anticipazione. Questo è un altro degli snodi chiave dell’operazione: perché negli ultimi due anni le leggi di bilancio avevano introdotto uno sblocca-debiti in versione mini per gli enti locali, con l’obbligo però di restituire l’anticipazione entro l’anno per non incidere sul debito pubblico. Ma questa tagliola aveva limitato a poche centinaia di milioni di euro le richieste. La strada seguita ora è diversa: l’anticipazione non incide sull’indebitamento della Pa e l’orizzonte di “ammortamento” si allunga.

Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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