Riparte il bando per le periferie

il sole24ore
19 Ottobre 2018
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di Gianni Trovati

Il bando periferie sarà salvato da quattro commi della legge di Bilancio, che permetteranno ai 96 progetti sospesi fino al 2020 dal Milleproroghe di andare avanti nei limiti «delle risorse effettivamente sostenute e certificate». Lo prevede l’intesa raggiunta ieri in Conferenza unificata da governo e sindaci, che supera il blocco delle relazioni istituzionali iniziato proprio a causa dello stop al bando periferie. «La parola data è stata mantenuta», sostiene la ministra degli Affari regionali Erika Stefano. «Abbiamo convinto il governo a tornare indietro – rivendica il presidente dell’Anci Antonio Decaro – I Comuni avranno a disposizione 1,6 miliardi».Nel nuovo meccanismo disegnato dall’accordo, che passa anche dall’intesa sul fondo sviluppo e coesione (già raggiunta con le Regioni), sarà però la capacità di realizzazione delle singole amministrazioni a misurare le risorse che ripartiranno l’anno prossimo. Entro gennaio Palazzo Chigi e sindaci dovranno adeguare le convenzioni al nuovo sistema. Sul piano pratico, la differenza risiede nel fatto che si stringeranno i controlli sulle certificazioni per i rimborsi dei costi anticipati da Comuni e Città metropolitane.

Il rimborso avverrà sulle spese «certificate», ed eventuali risparmi rispetto alle previsioni iniziali saranno destinati agli investimenti di altri enti locali. In questo modo l’intesa conferma le critiche mosse al bando periferie dal governo, che lo giudica ampiamente sovrastimato sul piano delle opere davvero realizzabili in base ai progetti, e l’esigenza dei sindaci di far ripartire il programma.

 

Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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