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Revoca dei contributi regionali: vanno iscritti in bilancio, a prescindere dalla responsabilità dei dirigenti
Il Commento di V. Giannotti

di V. Giannotti

A seguito di una puntuale verifica dei conti di un Comune, da parte dei giudici contabili, era emersa una non corretta rappresentazione del disavanzo di amministrazione, in quanto l’ente locale non aveva iscritto a bilancio la revoca dei contributi regionali a fronte di pagamenti già disposti dall’ente per altre finalità. Secondo il Comune, il presupposto della mancata iscrizione in bilancio andava ricercato nelle specifica responsabilità dei dirigenti che tali contributi avevano distratto. Di parere diverso la Corte dei conti, secondo le motivazioni contenute nella deliberazione n.80 qui di seguito analizzata.

LE VERIFICHE CONDOTTE DAI GIUDICI CONTABILI
A seguito della verifica dei dati del conto consuntivo di un comune, già sottoposto a procedura di dissesto, era emerso un disavanzo sostanziale particolarmente importante, tale da porre a necessaria confutazione i dati presenti nei prospetti certificati nell’anno 2014 dai revisori dei conti. In disparte alcuni errori di duplicazioni di poste attive e passive, emergeva per la sua importanza una revoca di contributi regionali in conto capitale, a fronte di eventi alluvionali verificatesi nel territorio comunale, in quanto spesi dal Comune in modo non rispettoso dei vincoli ricevuti dalla Regione.

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