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Pubblicato lo schema di relazione dell’organo di revisione sul rendiconto della gestione 2019

Approfondimento di V. Giannotti

resoconto

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Certificatori e Revisori degli Enti Locali (ANCREL), ha pubblicato il format della “Relazione dell’organo di revisione sul rendiconto della gestione 2019”. Precisa il Consiglio come lo schema di relazione tiene conto delle norme emanate fino alla data di pubblicazione del documento quindi anche dei recentissimi chiarimenti sulle regole di finanza pubblica. Si ricorda come il recente decreto legge “Cura Italia”, in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, abbia posticipato l’approvazione del conto consuntivo 2019 dal 30 aprile al 31 maggio 2020.

La relazione

Lo schema di relazione è composto di un testo word con traccia della relazione dell’organo di revisione corredato da commenti in corsivetto e in colore azzurro e da tabelle in formato excel editabili. Lo schema tiene conto dei seguenti interventi del decreto “Cura Italia” approvato il 16.03.2020 e in attesa di pubblicazione ed in particolare:

  • Del differimento del termine di adozione dei bilanci di previsione 2020/2022 e dei rendiconti annuali 2019 al 31 maggio 2020;
  • Del possibile utilizzo degli avanzi liberi per spese correnti di urgenza a fronte dell’emergenza COVID-19. Infatti, in deroga alle modalità di utilizzo della quota libera dell’avanzo di amministrazione di cui all’articolo 187, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ferme restando le priorità relative alla copertura dei debiti fuori bilancio e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, gli enti locali, limitatamente all’esercizio finanziario 2020, possono utilizzare la quota libera dell’avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza in corso. Per gli stessi fini e fermo restando il rispetto del principio di equilibrio di bilancio, gli enti locali, limitatamente all’esercizio finanziario 2020, possono utilizzare, anche integralmente, per il finanziamento delle spese correnti connesse all’emergenza epidemiologica, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, fatta eccezione per le sanzioni di cui all’articolo 31, comma 4-bis, del medesimo testo unico;
  • Della sospensione della quota capitale mutui enti locali in scadenza nell’anno 2020 successivamente alla data di entrata in vigore del decreto. Si tratta dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a. agli enti locali, trasferiti al Ministero dell’economia e delle finanze in attuazione dell’articolo 5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, il cui termine è ora stato differito all’anno immediatamente successivo alla data di scadenza del piano di ammortamento contrattuale, sulla base della periodicità di pagamento prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi.

Check list

Sono state allegate tre check list, una denominata premesse e verifiche, una seconda per i servizi in conto terzi e le partite di giro e, l’ultima per i rapporti con gli organismi partecipati.

  • Premesse e verifiche. Nella check list sono indicati i documenti obbligatori previsti dal Testo unico degli enti locali, consistenti nel conto del bilancio, conto economico e stato patrimoniale. Gli allegati, invece obbligatori al fini del controllo sono in totale 27 ovvero: 1. il prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione; 2. il prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato; 3. il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità; 4. il prospetto degli accertamenti per titoli, tipologie e categorie (facoltativo per i Comuni sotto 5.000 abitanti); 5. il prospetto degli impegni per missioni, programmi e macroaggregati (facoltativo per i Comuni sotto 5.000 abitanti); 6. la tabella dimostrativa degli accertamenti assunti nell’esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi; 7. la tabella dimostrativa degli impegni assunti nell’esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi; 8.      Il prospetto rappresentativo dei costi sostenuti per missione (facoltativo per i Comuni sotto 5.000 abitanti); 9. il prospetto delle spese sostenute per l’utilizzo di contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali (facoltativo per i Comuni sotto 5.000 abitanti); 10. il prospetto delle spese sostenute per lo svolgimento delle funzioni delegate dalle regioni (facoltativo per i Comuni sotto 5.000 abitanti); 11. il prospetto dei dati Siope; 12.  l’elenco dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi anteriori a quello di competenza, distintamente per esercizio di provenienza e per capitolo; 13. l’elenco dei crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio, fino al compimento dei termini di prescrizione; 14. la relazione sulla gestione dell’organo esecutivo, contenente il prospetto sui pagamenti e l’indicatore annuale di tempestività dei pagamenti; 15. la delibera dell’organo esecutivo di riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi; 16.       l’elenco degli indirizzi internet di pubblicazione del rendiconto della gestione, del bilancio consolidato deliberati e relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione, dei rendiconti e dei bilanci consolidati delle unioni di comuni di cui il comune fa parte e dei soggetti considerati nel gruppo “amministrazione pubblica” di cui al principio applicato del bilancio consolidato allegato al , decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni, relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui il bilancio si riferisce. Tali documenti contabili sono allegati al rendiconto della gestione qualora non integralmente pubblicati nei siti internet indicati nell’elenco; 17. la tabella dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale (D.M. 28 dicembre 2018); 18. il piano degli indicatori e risultati di bilancio; 19. il conto del tesoriere (art. 226 TUEL); 20. il conto degli agenti contabili interni ed esterni (art. 233 TUEL); 21.              l’inventario generale (art. 230/TUEL, c. 7); 22. la nota informativa che evidenzi gli impegni sostenuti derivanti dai contratti relativi a strumenti derivati o da contratti di finanziamento che includono una componente derivata (art. 62, comma 8 della Legge 133/08); 23. Il prospetto spese di rappresentanza anno 2019 (art.16, D.L. 138/2011, c. 26, e D.M. 23/1/2012); 24. l’attestazione, rilasciata dai responsabili dei servizi, dell’insussistenza alla chiusura dell’esercizio di debiti fuori bilancio; 25. (eventuale) la relazione sulle passività potenziali probabili derivanti dal contenzioso; 26. la delibera relativa alla salvaguardia degli equilibri (articolo 193, comma 2, del Dlgs 267/2000); 27. elenco delle entrate e spese non ricorrenti;
  • Servizi conto terzi e partite di giro. La check list tenta di verificare attraverso una serie di domande se l’ente ha correttamente proceduto alla contabilizzazione delle partite di giro, al fine di evitare comportamenti elusivi su spese e equilibri di parte corrente, ovvero verificare che non vi sia stata violazione del principio della competenza finanziaria potenziata;
  • Rapporti con organismi partecipati. L’ultima check list verifica la corretta gestione dei rapporti di debito credito con le società partecipate, giustificando eventuali differenze riscontrate per singola società partecipata. Inoltre, si verificheranno eventuali esternalizzazioni e/o ampliamento di servizi con i relativi oneri a carico del bilancio dell’ente. Si continua con la verifica dei piani di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche, con evidenza di quelle con perdite di esercizio e con altri controlli in tema di compensi, di nomina del CDA e quant’altro ritenuto utile.

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