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Piccoli Comuni – lettera aperta al Primo Ministro

L’’Associazione Italiana Piccoli Comuni d’Italia pubblica la lettera inviata al Primo Ministro, qui di seguito i contenuti:

Gentile Presidente del Consiglio dei Ministri,

con l’approvazione del ddl Delrio, solo grazie il voto di fiducia, hai dimostrato non solo di agire senza tener conto della costituzionalità della normativa e dei costi che aumenteranno, ma in totale disprezzo delle comunità locali e dei sindaci che, solo a parole e demagogicamente, dichiari di rappresentare.

Ti ricordo che in un twit del 12 novembre 2013, ore 16.15 dichiaravi: “questa storia che i piccoli comuni sono il problema dell’Italia non mi convince per niente. Non mi direte mica che lo spreco in Italia sono i piccoli comuni? Gli sprechi sono a Roma e nelle Regioni”.

L’obbligo delle unioni o delle convenzioni fra i comuni, con un limite minimo di 10.000 abitanti per i comuni non montani, creerà un caos organizzativo e una decuplicazione dei costi di gestione.

Se dalle unioni fra i comuni si avranno dei risparmi, come sbandiera il Ministro Delrio, perché nella legge di stabilità sono stati stanziati 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 per finanziare le unioni e le fusioni dei comuni, in aggiunta ai 260 milioni già erogati con la legge 388/2000, per un totale di 440 milioni(pari a 8 finanziarie lacrime e sangue del governo Amato)? Perché si destinano tali ingenti somme per le unioni che non dovrebbero averne bisogno? Altro che risparmi.

Convenzioni o unioni per la gestione associata? Siamo d’accordo sull’esercizio associato, ma deve essere un processo liberamente e autonomamente organizzato dagli stessi sindaci (e non dallo Stato o dalle Regioni) sulla base del rispetto dei costi standard per il raggiungimento effettivo degli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità.

Colgo l’occasione per cominicarTi la nostra amarezza nel constatare che hai ricevuto i rappresentanti degli Enti Locali, ma non noi che rappresentiamo l’Italia minore. Eravamo convinti che un SINDACO non avrebbe mai fatto un tale distinguo. Continuiamo a sperare che Tu presto voglia riceverci o quantomeno degnarci di una risposta, fino ad ora mai pervenutaci nonostante le nostre varie richieste.

Un cordiale saluto

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