Una prima parte, relativa all’analisi della situazione interna ed esterna all’ente, analizza la condizione socio-economica (popolazione e territorio), i servizi pubblici locali (organizzazione e modalità di gestione), il personale e il rispetto dei vincoli di finanza pubblica. La seconda parte, relativa agli indirizzi generali della programmazione, è collegata al bilancio pluriennale. L’analisi richiesta coinvolge gli indirizzi generali sulle entrate dell’ente: tributi e tariffe per la parte corrente, entrate straordinarie e indebitamento per il conto capitale. Nella parte spesa trova evidenza la gestione corrente, relativa al funzionamento dell’ente (spese di personale e per acquisto di beni servizi) e la gestione in conto capitale, che riguarda tutti gli investimenti, compresi quelli in corso di realizzazione. Segue l’analisi degli equilibri di bilancio e la gestione del patrimonio, con evidenza degli strumenti di programmazione urbanistica e di quelli relativi al piano delle opere pubbliche e piano delle alienazioni.
A conclusione sono enucleati gli obiettivi strategici di ogni missione attivata, e gli indirizzi strategici del gruppo amministrazione pubblica. L’ulteriore semplificazione per i Comuni sotto i 2mila abitanti investe la parte descrittiva, dove viene meno l’analisi relativa alla situazione socio-economica. Sul versante della programmazione non vengono richiesti gli obiettivi strategici per ogni missione.
È necessario tuttavia riportare le principali spese e le entrate previste per il loro finanziamento, nonché l’analisi sulle modalità di offerta dei servizi pubblici locali, la programmazione urbanistica e dei lavori pubblici e tutti gli altri strumenti di pianificazione adottati dall’ente (dal piano delle alienazioni a quello di contenimento delle spese, dal fabbisogno del personale ai piani di razionalizzazione). Il modello di Dup semplificato allegato al decreto, infine, rappresenta solo uno schema utile, non vincolante.
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