Piccoli centri, bilanci semplificati

Il Sole 24 Ore
12 Aprile 2018
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di G.Tr.

La contabilità economico-patrimoniale peri piccoli Comuni è facoltativa per quest’anno. L’apertura attesa dalle ragionerie degli oltre 5mila municipi fino a 5mila abitanti alle prese in queste settimane con il rendiconto 2017 è arrivata ieri dalla commissione Arconet, con una “interpretazione” condivisa da Mef e Viminale che permette di fatto uno slittamento di un anno per chi non è pronto. La norma «incerta» L’interpretazione, che risponde alle pressioni crescenti arrivate dagli amministratori locali, si aggancia alla formulazione scivolosa della norma, l’articolo 232, comma 2 del Tuel introdotto dalla riforma contabile del 2011, secondo cui i piccoli Comuni «possono non tenere la contabilità economico­-patrimoniale fino all’esercizio 2017». Da qui è nato il dibattito sulla domanda se l’esercizio 2017 fosse escluso o incluso nella deroga; in un primo momento era prevalsa la prima lettura, ma le difficoltà operative riscontrate in tantissimi piccoli Comuni hanno alla fine convinto dell’opportunità/necessità di un nuovo intervento. Il carattere “opzionale” della contabilità economica anche per il 2017 rappresenta per certi versi la soluzione con il miglior rapporto costi/benefici. Chi è pronto e chi no Il passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economica infatti non si improvvisa in un giorno, e ha bisogno di un complesso procedimento di avvio che passa da una nuova analisi dei residui e soprattutto dall’apertura dello stato patrimoniale. Chi ha già acceso in tempo la macchina può quindi andare avanti, mentre per gli altri c’è un anno in più per recuperare il ritardo. I tempi supplementari possono aprire una finestra utile per ridiscutere gli obblighi di contabilità dei piccoli enti in ottica semplificazione. Dup semplificato Per arrivarci, però, occorre rivedere le norme, e quindi serve un governo e una discussione politica sul tema. Più brevi sono i tempi per la semplificazione del Documento unico di programmazione, che in base all’ultima manovra (comma 887 della legge 205/2017) deve tradursi entro fine aprile in un decreto del Mef per aggiornare il principio contabile applicato sul Dup.
Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi srl

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