Per i piccoli Comuni servono formazione e risorse, oltre al software

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27 Marzo 2018
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di Roberto Bellini

In questi giorni si avvertono da più parti le difficoltà dei piccoli Comuni (con meno si 5mila abitanti) a rispettare le prossime scadenze per la redazione e l’invio dei bilanci e dei rendiconti 2017. Già dallo scorso anno gli Enti pubblici sono obbligati alla contabilità economico-patrimoniale, ma per le piccole amministrazioni l’obbligo era slittato di un anno e quindi in questi giorni tutti i ragionieri degli uffici contabili sono alle prese con il nuovo adempimento. È una vera rivoluzione per utenti abituati alla sola contabilità finanziaria dove non si sono mai gestiti ratei, risconti, immobilizzazioni e il patrimonio è sempre stato competenza di altri uffici e altre figure, ma non della contabilità. Diciamo subito che il software, a differenza di quanto sostenuto da alcuni, non è la causa delle difficoltà essendo pronto da più di anno se non altro per permettere agli enti già obbligati dallo scorso anno di avviare il nuovo corso. Il problema è da ricercare nella scarsa formazione/informazione effettuata da questi micro enti che per svariati motivi, vuoi per l’anzianità del personale, vuoi per le risorse economiche limitate o per altre difficoltà ancora, non sono riusciti a mettersi al passo con l’evoluzione normativa e ora arrancano rispetto al lavoro nuovo e corposo da farsi in breve tempo. Il problema è stato portato all’attenzione del tavolo Arconet al quale partecipa anche Assosoftware, ma la situazione politica attuale mal si presta con gli interventi d’urgenza richiesti. Non resta che sperare in un intervento di Arconet che, come spesso è accaduto, possa ispirare il Legislatore a trovare in fretta i mezzi economici e organizzativi per risolvere il problema e nel frattempo dia ancora un po’ più tempo.

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