Fino al 16 luglio, gli enti territoriali possono aderire al Patto orizzontale nazionale. Lo rende noto la Ragioneria generale dello Stato, che da ieri ha reso disponibile sul proprio sito web il modello per l’acquisizione delle informazioni. Potrebbe essere l’ultima applicazione dell’attuale disciplina del pareggio di bilancio, su cui si annuncia una mezza rivoluzione. Per quanto concerne il Patto orizzontale nazionale, esso è previsto dall’art. 4 del dpcm 21/2017 e rappresenta una sorta di mercato che mira a consentire l’ottimale distribuzione delle capacità di investimento concesse dal nuovo pareggio di bilancio. In particolare, si consente ai comuni, province, città metropolitane e regioni che necessitano di spazi finanziari aggiuntivi rispetto a quelli loro consentiti dall’obbligo di pareggiare entrate e spese finali di competenza di segnalare tale necessità, che verrà soddisfatta (in tutto o in parte) redistribuendo le quote messe a disposizione dagli enti che prevedono di conseguire un saldo positivo. Per premiare la generosità dei cedenti, si prevede che gli spazi ceduti vengano recuperati nel biennio successivo (con conseguente assegnazione di un obiettivo migliorato).
Simmetricamente, gli enti che hanno acquisito quote aggiuntive dovranno restituirle entro due anni, vedendo peggiorare di conseguenza il loro target. Sarà la stessa Rgs, entro il prossimo 31 luglio, ad operare le compensazioni. Qualora l’entità delle richieste pervenute superi l’ammontare degli spazi finanziari resi disponibili, l’attribuzione sarà effettuata in base alle priorità previste dal dpcm. Qualora, invece, l’entità degli spazi ceduti superi l’ammontare degli spazi finanziari richiesti, l’utilizzo degli spazi ceduti sarà ridotto in misura proporzionale. Il comunicato ricorda anche che gli spazi finanziari acquisiti mediante il patto orizzontale nazionale sono attribuiti agli enti con un esplicito e specifico vincolo di destinazione, ovvero per sostenere impegni di spesa in conto capitale. Il loro corretto utilizzo dovrà essere certificato a consuntivo da l rappresentante legale, dal responsabile de servizio finanziario e dai revisori. Le quote non utilizzate dovranno essere recuperati, in sede di certificazione, attraverso una modifica peggiorativa dell’obiettivo di saldo fi nale di competenza dell’anno in corso, mentre resteranno validi i peggioramenti dei saldi obiettivi del biennio successivo.
Peraltro, l’intera disciplina del pareggio dovrà essere oggetto di profonde modifiche dopo che la Corte costituzionale (da ultimo, con la sentenza n. 101/2018) ha censurato le attuali limitazioni all’utilizzo dell’avanzo e del fondo pluriennale vincolato. Nulla è ancora stato deciso, ma la soluzione più gettonata prevede addirittura il completo superamento del meccanismo e l’applicazione dei soli equilibri previsti dal dlgs 118/2011. Nell’attuale situazione di stallo istituzionale in attesa del nuovo governo è difficile dire se i correttivi scatteranno già dal 2018 ovvero dal 2019; ciò che è certo è che contemporaneamente sarà prevista una stretta all’utilizzo degli avanzi per gli enti con i bilanci in rosso.
Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi srl
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