Napoli, lo Stato si carica il debito a rischio default

Il Sole 24 Ore
15 Marzo 2018
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di G.Tr.

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Oggi da Palazzo Chigi arriverà l’ennesima soluzione ­tampone sull’ennesimo rischio ­default di Napoli. Ma la via per portare la terza città d’Italia lontano dal burrone resta tutta da costruire. Per capire l’agenda del vertice tecnico di questo pomeriggio fra la presidenza del Consiglio e il Comune bisogna ricostruire l’antefatto. Fra i tanti problemi dei conti di Napoli ci sono una serie di vecchi debiti che secondo la Corte dei conti sono stati trattati in maniera illegittima nei bilanci. I magistrati contabili, a sezioni Riunite, hanno stabilito che i conti 2016 si sono fermati 114 milioni sotto il pareggio di bilancio, obbligatorio per i Comuni: e a far sprofondare il saldo è stato soprattutto un debito “storico” da 83 milioni, nato nel 1981 nei confronti di un consorzio di ricostruzione (il «Cr8») post­ terremoto dell’Irpiniae sfociato 35 anni dopo, nel 2016, in un pignoramento dei conti comunali. Fin qui la storia, in pillole. Ma che cosa farà il governo? In pratica, oggi dovrebbe offrire al Comune la disponibilità a caricarsi del 77% di quel debito, anche sulla base di una perizia giurata che l’anno scorso ha riconosciuto la competenza comunale solo su 19,6 milioni. La ragione è nella lunga e complicata storia delle sovrapposizioni di ruoli fra Co­mune e commissari governativi nell’infinita ricostruzione post terremoto. Ma oggi più delle cause contano le conseguenze. L’offerta statale, se sarà confermata oggi, libera le casse dal cappio del pignoramento. Ma non sposta di una virgola il problema del bilancio preventivo triennale, che Napoli (come gli altri Comuni) deve approvare entro fine marzo. Nel 2019, in base al giudizio della Corte dei conti, il Comune dovrebbe pagare l’intera sanzione da 114 milioni: una botta in grado di far saltare i traballanti conti napoletani, schiacciati anche dalla rata da 91 milioni per restituire l’anticipazione statale con cui già nel 2012 si è evitato il dissesto. Il Comune, in pratica, scriverà un preventivo realistico solo sul primo anno (un po’ come accade spesso ai Def governativi), e dal giorno dopo avvierà una battaglia per cambiare il quadro. «Serve una legge per Napoli – taglia corto l’assessore al Bilancio, Enrico Panini – che si faccia carico del problema, come accaduto ad altre città (Roma ndr)». Anche per risolvere la contraddizione fra la penalità piena inflitta dalla Corte dei conti e il riconoscimento statale sul fatto che solo una parte del vecchio debito è comunale.
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