Mini-enti, si decide l’11/4 il rinvio della contabilità

ItaliaOggi
4 Aprile 2018
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di MATTEO BARBERO

Per il possibile rinvio della contabilità economico-patrimoniale nei piccoli comuni l’appuntamento decisivo è fissato per l’11 aprile. Quel giorno, infatti, la Commissione Arconet dovrà pronunciarsi sulla richiesta, presentata nei giorni scorsi dall’Anci, di prorogare il termine del 30 aprile per la presentazione del conto economico e dello stato patrimoniale, scongiurando così il rischio di una serie di commissariamenti a catena per i tanti enti ritardatari.
Entro quella data, infatti, i comuni fino a 5 mila abitanti devono portare a termine la complessa operazione di riclassificazione e rivalutazione dell’inventario e del patrimonio risultante alla data del 1° gennaio 2017, resa obbligatoria dal principio contabile 4/3 allegato al dlgs 118/2011.
Quest’ultimo ha previsto che regioni ed enti locali adottino, a fini conoscitivi, un sistema contabile civilistico, garantendo la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo economico patrimoniale.A tal fine, occorre predisporre uno stato patrimoniale di apertura da allegare al rendiconto della gestione, insieme a quello di chiusura ed al conto economico (oltre che ovviamente al conto del bilancio). Si tratta di attività molto complesse, sia per la necessità da parte degli uffici di assimilare correttamente i nuovi criteri di valutazione, che sovente richiedono analisi molto dettagliate ed il ricorso ad apposite perizie di stima, e sia per la difficoltà e i ritardi con cui le case di software riescono ad adeguarsi alle (continue) modifiche normative.
Non a caso, lo scorso anno, quando l’obbligo riguardava inderogabilmente gli enti di maggiori dimensioni, venne concessa una proroga di tre mesi. Ora che in ballo ci sono gli enti più piccoli e (di norma) meno attrezzati sul piano amministrativo, è l’esigenza di una proroga si pone con ancora maggior forza. Tuttavia, essa si scontra con la paralisi dell’attività legislativa statale conseguente al rinnovo del Parlamento: con il governo uscente in carica solo per l’ordinaria amministrazione, difficilmente si troveranno veicoli normativi utili prima della scadenza. Il mancato rispetto di quest’ultima, è bene ricordarlo, avrebbe conseguenze molto gravi, potendo portare addirittura allo scioglimento del consiglio.

L’Anci ha anche elaborato un piano B, proponendo una lettura delle disposizioni del Tuel da cui si evincerebbe la decorrenza dell’adempimento non dal rendiconto 2017, bensì da quello 2018, il che permetterebbe di guadagnare un anno di tempo. Ciò in base all’art. 232, comma 2, ai sensi del quale «gli enti locali con popolazione inferiore a 5 mila abitanti possono non tenere la contabilità economico-patrimoniale fino all’esercizio 2017». Tale formulazione, secondo Anci, «determina con sufficiente evidenza la decorrenza dall’esercizio 2018 di tale obbligo (con rendicontazione nel 2019), confermata dal medesimo tenore del comma 3 dell’art. 233-bis, relativo al bilancio consolidato». Il Mef in passato ha già respinto questa interpretazione e difficilmente cambierà idea. Tuttavia, non è escluso che proprio l’11 aprile Arconet possa prendere atto dell’emergenza, aprendo così la strada ad un rinvio che potrebbe essere recepito a posteriori, suggerendo anche una maggior tolleranza ai prefetti cui, lo ricordiamo, spetta l’avvio dell’iter per l’esercizio del potere sostitutivo.

 

Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi srl

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