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L’Italia ha un piano per cercare di evitare la sanzione della Ue

Fonte: Il Sole 24 Ore

L’Italia prova a evitare in extremis la procedura di infrazione europea sui debiti della Pubblica amministrazione. Scade oggi il termine previsto dalla lettera “Eu-Pilot”, una sorta di pre-procedura d’infrazione avviata dalla Commissione per il mancato rispetto della direttiva che regola i pagamenti per transazioni commerciali a partire dal 1° gennaio 2013.

La risposta italiana dovrebbe arrivare nell’ambito del più complessivo piano per smaltire tutti i debiti della Pubblica amministrazione, che il premier Matteo Renzi potrebbe portare già al Consiglio dei ministri di mercoledì. Un piano che punta a sbloccare e perfezionare le norme, già varate con il decreto 76/2013 e poi corrette dalla legge di stabilità, per consentire pagamenti rapidi attraverso il sistema dell’anticipo delle fatture in banca, la garanzia statale e il ruolo in ultima istanza della Cassa depositi e prestiti. Inoltre, di fronte alle inefficienze fin qui mostrate (si veda l’articolo a fianco) si modificherà il sistema delle certificazioni prevedendo forme di automatismo o comunque vincoli perché sia specificata una data certa di pagamento.

Nel dettaglio, per evitare che si accumulino nuovi arretrati e che si possano rispettare i tempi prescritti dalla direttiva 2001/7/Ue (limite di 30 giorni, derogabili al massimo a 60 per le imprese pubbliche, la sanità o alcuni casi eccezionali) si punterà sulla riforma della contabilità degli enti locali e sulla fatturazione elettronica. In questo modo, spiegherà la risposta all’Unione europea, si scongiurerà la formulazione di nuovi debiti degli enti locali fuori bilancio, il vero buco nero che tuttora non consente di determinare in modo affidabile l’ammontare dei debiti lasciando incertezze anche sui 60 miliardi citati dal premier.

Renzi, in particolare, riprendendo precedenti dichiarazioni del presidente della Cdp, Franco Bassanini, ha indicato il sistema spagnolo come modello per pagamenti veloci della Pa. Le ultime cifre disponibili sulla Spagna parlano di 28,5 miliardi pagati, distinti in due fasi, relativi a 5,5 milioni di fatture per un totale di 150mila imprese.

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