L’interventi del Presidente dell’ANCI sulle difficoltà dei comuni

30 Luglio 2013
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Con notizia del 29/07/2013 l’ANCI pubblica l’intervista del suo Presidente Piero Fassino sulle difficoltà nella chiusura dei bilanci degli enti locali. Ecco i contenuti dell’intervista:

Presidente, cominciamo dai soldi: lei ha detto che allo stato attuale i Comuni non sono in grado di presentare i loro bilanci. Alla scadenza, il 30 settembre, mancano meno di due mesi. Cosa si rischia?

I Comuni rischiano di saltare, ma se saltano loro salta il Paese.

I bilanci a rischio dipendono dalle indecisioni sull’ Imu?

Non solo: non sono particolarmente interessato al referendum Imu sì-Imu no, l’ essenziale per me è che i Comuni ricevano il 100% del corrispondente delle entrate spettanti. L’incertezza pesa, ma in questi giorni c’ è un’ emergenza più grave: lo Stato ha incassato 700 milioni in meno della sua quota Imu e adesso pretende che gliela diamo noi. Ma questa volta non pagheremo l’ennesima fattura arrivata dall’ alto.

Stato ed enti locali non dovrebbero collaborare nel sanare i conti pubblici?

La nostra parte l’abbiamo sempre fatta e vogliamo continuare a farla: da 12 anni sopportiamo decurtazioni ai trasferimenti. Il governo Letta ha ampliato i tagli già previsti dal governo Monti, passando da2 a 2,25 miliardi. Già nel 2012 avevamo percepito 700 milioni in meno rispetto alle previsioni sulle quote spettanti da Imu. Solo negli ultimi quattro anni abbiamo perduto 8 miliardi di trasferimenti: in vecchie lire farebbero 16 mila miliardi. Non solo: fatta 100 la spesa pubblica, 58 fanno capo allo Stato e meno di 15 sono imputabili ai Comuni. Stiamo dando molto più di quanto riceviamo: la novità è che non possiamo più farlo e che non siamo più disposti ad accettare un metodo di lavoro che ci indigna e offende.

Quale metodo?

Negli ultimi 18 mesi, i governi prima Monti, poi l’ attuale hanno varato 16 decreti che ci riguardano, costringendo ogni volta i sindaci a rifare i bilanci. E questi decreti, colmi di norme che pretendono di spiegarci come governare, sono scritti da persone che non hanno idea di com’è fatto un Comune e che danno l’ impressione di non saper amministrare nemmeno un condominio. Loro non ci mettono la faccia, noi sì, siamo stati eletti dai cittadini e a loro rispondiamo. Chiediamo al governo un incontro urgente.

Cosa volete?

Intanto che venga annullata la richiesta di versare allo Stato i 700 milioni che non abbiamo mai percepito. Poi vogliamo uscire dalla prigione del Patto di stabilità interno: non riusciamo a fare nemmeno la manutenzione ordinaria e il Paese ha assoluto bisogno dei nostri investimenti. E vogliamo riscrivere il patto istituzionale: non siamo più disposti ad accettare che lo Stato centrale decida su cosa che ci riguardano senza nemmeno ascoltarci. Parliamone alla pari.

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