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Legge di stabilità – ANCI, basta rinvii, serve riordino associazionismo

Con comunicato del 21/09/2016 l’ANCI rende noto che:

“I Comuni in generale, ed i piccoli Comuni in particolare, non sono più nelle condizioni di attendere norme di semplificazione che da troppo tempo vengono richieste e mai prese in considerazione, sia sul piano ordinamentale che organizzativo e finanziario. Il carico amministrativo è ancora più gravoso quanto più piccolo è il Comune e il solo associazionismo, pur nella sua rilevanza, costituisce un passaggio fondamentale ma non può risolvere tutte queste questioni. E’ necessario insistere quindi su norme di semplificazione e di fiscalità di vantaggio pensate per i Comuni di minore dimensione demografica”. Lo afferma Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e Coordinatore nazionale ANCI Piccoli Comuni, al termine della riunione di oggi del Comitato Direttivo dell’ANCI.

“E’ del tutto evidente – aggiunge – che debba essere data attenzione prioritaria alla definizione di alcune Politiche mirate per: lo sviluppo e la salvaguardia delle Aree Interne; una nuova governance locale, anche attraverso l’Associazionismo; una forte semplificazione ordinamentale; il tutto affiancato da un ‘Progetto Controesodo’, che favorisca il ripopolamento dei Comuni delle aree interne”.

“Per quanto riguarda l’associazionismo – aggiunge l’esponente dell’ANCI – riteniamo prioritario che si perseguano con urgenza le linee tracciate dal Manifesto di Cagliari del Luglio 2015. Per queste ragioni il 2016 non può e non deve concludersi con ulteriori proroghe sulla gestione associata obbligatoria e, quindi, con un sostanziale nulla di fatto, situazione che ANCI non è disposta ad accettare. L’ANCI, attraverso la formulazione di una dettagliata e realizzabile proposta di riordino delle gestioni associate, ha dimostrato come sia possibile superare lo stallo attuale derivante dall’impianto del DL 78/2010. Tale Proposta ha riscontrato la condivisione dei Ministeri competenti. Pertanto auspichiamo che si proceda, dopo sei anni di diagnosi accurate e predisposte non solo dall’ANCI ma anche dal Ministero dell’Interno e dalla Corte dei Conti, alla riforma dell’impianto attuale. Una riforma, quindi, che vada nella direzione di una riscrittura di una nuova disposizione chiara, attuabile e definitiva, che preveda un periodo di graduale adeguamento ed eviti ulteriori e deleteri slittamenti, con risvolti che sarebbero politicamente e amministrativamente catastrofici per la governance locale; se ciò non trovasse accoglimento in un collegato alla legge di stabilità – conclude Castelli – chiediamo l’abrogazione della normativa vigente sull’obbligo associativo, come punto di partenza per ridisegnare una riforma organica, sistematica e attuabile”.

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