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Le Regioni spingono le reti d’impresa

Fonte: Il Sole 24 Ore

La spinta alle reti d’impresa fa sempre più breccia tra le Regioni. Che dal 2010 hanno stanziato 1,5 miliardi per favorire anche le aggregazioni, finanziando quasi 500 reti: aiuti destinati soprattutto a sostenere gli investimenti in ricerca e gli sforzi a internazionalizzarsi o più semplicemente a favorirne la nascita e lo sviluppo.

Un’attenzione, questa delle Regioni, al centro del primo appuntamento ieri di un roadshow organizzato da Confindustria con la collaborazione di Unindustria e Retimpresa nella sede degli industriali di Roma che proseguirà con altre tappe in Italia e dedicato proprio a questo nuovo «favore» regionale verso i contratti di rete e alle «azioni per promuovere l’aggregazione delle imprese e lo sviluppo del territorio». Un incontro a cui hanno partecipato esponenti delle Regioni – tra questi l’assessore del Lazio allo Sviluppo economico, Guido Fabiani – dove sono emerse best practice, ma anche ostacoli sulla strada delle reti (oggi se ne contano ben 1.728 con 8.646 imprese coinvolte). Per Aldo Bonomi, presidente di Retimpresa, che segnala comunque il dialogo positivo instaurato con le Regioni sono due in particolare le criticità: «Ci sono provvedimenti diversi da Regione a Regione e per questo ci vorrebbe maggiore omogeneità e poi l’erogazione dei finanziamenti in alcuni casi è lentissima e avviene quando tutto è stato fatto» (nel triennio 2010-2013 su 1,2 miliardi stanziati dai bandi destinati anche alle reti di imprese ne sono stati concessi finora 584 milioni). Da qui la proposta di Bonomi, accolta positivamente dall’assessore Fabiani, di «costituire un tavolo Tecnico presso la Conferenza delle Regioni dove analizzare i bandi con i migliori risultati e in base a quelli provare ad armonizzare l’attività regionale».

Per Bonomi bisogna infine «valutare» la bontà delle aggregazioni e trovare meccanismi per aiutare le reti multi-regionali. Finora la Regione che ha attivato più interventi per le imprese in rete è la Toscana con 11 provvedimenti, seguono Lazio, Lombardia e Marche con sette. «Siamo partiti in ritardo rispetto alle altre realtà territoriali ma ora il Lazio – spiega il presidente di piccola industria di Unindustria, Angelo Camilli – si colloca al sesto posto per numero di reti costituite grazie ad una forte accelerata a cui abbiamo assistito negli ultimi due anni e questo sicuramente grazie anche allo sforzo di tutti i soggetti coinvolti, dalle imprese vere protagoniste, alla regione Lazio che ha contribuito a coadiuvarne lo sviluppo».

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