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L’ANCI sulle difficoltà dei piccoli comuni

Con nota del 26/11/2013 l’ANCI interviene a sostegno dei piccoli comuni precisando che:

‘’L’obbligo delle gestioni associate delle funzioni fondamentali sta impegnando gran parte delle già esigue risorse umane e strumentali dei piccoli Comuni. Ben 5700 Comuni stanno compiendo sforzi considerevoli, cercando la ‘ quadratura del cerchio ’ tra gli irrazionali obblighi imposti dalla legge vigente e le esigenze concrete legate alla realtà e diversità dei territori’’. E’ quanto rileva Dimitri Tasso, Coordinatore ANCI Unioni di Comuni.

‘’Una situazione nella quale – spiega – non sono certo ininfluenti la complessità dell’entrata nelle regole del patto di stabilità in questo stesso anno, la pesante situazione finanziaria, le normative regionali non sempre coerenti con il quadro normativo nazionale e a volte ancora manchevoli’’.

Nel ricordare che ‘’nel 2014 andranno al voto circa 4000 Comuni, per la gran parte di minore dimensione demografica, ponendo i relativi amministratori nelle condizioni di non avere davanti un percorso associativo da poter seguire e portare avanti adeguatamente, ma solo l’affanno del rispetto delle scadenze previste (entro sei mesi il completamento di tutte le funzioni) con le elezioni alle porte e l’impossibilità di candidarsi in molti casi’’, Tasso ribadisce che ‘’ANCI da sempre sostiene l’utilità delle gestioni associate, in Unione o Convenzione, secondo le diverse realtà’’.

‘’Vogliamo però farle sul serio – aggiunge – non sacrificando il lavoro fatto da molti amministratori e, soprattutto, con una necessaria revisione della normativa attuale, piu’ razionale e rispettosa delle realtà locali, ridefinendo strategie e modalità operative in un quadro di insieme. Senza considerare che permane anche l’incertezza sul cosa mettere insieme concretamente, vista la genericità delle funzioni fondamentali’’.

‘’Ai cittadini – afferma ancora – non servono demagogie o deleterie architetture di accorpamenti forzosi ma una migliore risposta nei servizi possibilmente a costi ridotti. L’impianto normativo attuale non sembra portare a queste conclusioni. Siamo certi di poter contribuire a migliorare la situazione attuale ma vanno superate intanto le scadenze previste. Dal Senato, in tal senso, arriva una prima apertura con l’approvazione di un emendamento che fa slittare di sei mesi i termini, attualmente fissati al 1 gennaio 2014. L’ANCI – conclude Tasso – auspica che nel corso dell’iter della legge di stabilità sia recepita la proposta di proroga di un anno, già avanzata alla Commissione Bilancio del Senato’’

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