di Francesco Cerisano
I comuni potranni aumentare le aliquote dei tributi locali e delle addizionali nel 2019. La novità della Manovra più attesa dai comuni è rappresentata da un’assenza, ossia dalla mancata riproposizione, nella legge di bilancio bollinata e firmata dal Quirinale, della norma di proroga che per il 2016, 2017 e 2018 «al fi ne di contenere il livello complessivo della pressione tributaria», ha sospeso l’efficacia delle leggi regionali e delle delibere locali nella parte in cui prevedevano «aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l’anno 2015». Il congelamento delle aliquote (si veda ItaliaOggi del 25/10/2018) cesserà dunque con la fine di quest’anno. E’ questa la grande novità della Manovra 2019 per gli enti locali, assieme alla semplificazione delle regole di finanza pubblica che porta in dote lo sblocco degli avanzi di amministrazione e del Fondo pluriennale vincolato. Dal 2019, infatti, i comuni, le province, le città metropolitane, le province autonome di Trento e Bolzano e le regioni a statuto speciale (e dal 2021 le regioni a statuto ordinario) si considereranno in equilibrio in presenza di un risultato di competenza dell’esercizio non negativo. Di conseguenza, gli enti territoriali potranno utilizzare il risultato di amministrazione e il fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa nel rispetto delle sole disposizioni previste dal dlgs n. 118 del 2011. Verrà quindi abbandonato il c.d. doppio binario che imponeva, oltre al pareggio complessivo di tutte le voci di bilancio, anche quello fra le spese fi nali e le entrate finali. La Manovra elimina anche l’obbligo di trasmissione delle certifi cazioni sui principali dati del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione al Ministero dell’interno. Con i preventivi 2019, l’invio dei bilanci di previsione e dei rendiconti alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche (Bdap) sostituirà la trasmissione al Viminale delle certificazioni. Per gli enti in pre-dissesto arriva la possibilità di chiedere un’anticipazione del Fondo di rotazione nella misura massima del 50% dell’anticipazione massima concedibile, da riassorbire in sede di concessione dell’anticipazione stessa a seguito dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario da parte della Corte dei conti. Infine, tra le altre novità particolarmente gradite dai comuni c’è la rinegoziazione dei mutui concessi da Cassa depositi e prestiti agli enti locali e trasferiti al Ministero dell’economia e delle finanze.
Le novità della manovra
Stop al blocco dei tributi locali in vigore dal 2016.
I comuni potranno aumentare le aliquote delle tasse locali e delle addizionali rimaste ferme al livello del 2015 Dal 2019 comuni, province, città metropolitane, regioni e province autonome si considerano in equilibrio in presenza di un risultato di competenza non negativo. Gli enti potranno utilizzare il risultato di amministrazione e il Fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa. La Manovra stanzia alle province delle regioni a statuto ordinario un contributo di 250 milioni di euro annui per gli anni dal 2019 al 2033 fi nalizzato al fi nanziamento dei piani di sicurezza per la manutenzione di strade e scuole Con i preventivi 2019 l’invio dei bilanci di previsione e dei rendiconti alla Bdap sostituisce la trasmissione al Viminale delle certifi cazioni sui principali dati del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione da parte di comuni, province, città metropolitane, unioni di comuni e comunità montane In considerazione dei tempi necessari per la conclusione dell’iter di accoglimento o diniego da parte della Corte dei conti del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, gli enti che accedono alla procedura di predissesto possono chiedere un’anticipazione del Fondo di rotazione nella misura massima del 50% dell’anticipazione massima concedibile da riassorbire in sede di concessione dell’anticipazione stessa a seguito dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario da parte della sezione regionale di controllo della Corte dei conti Gli enti locali potranno rinegoziare i mutui concessi da Cassa depositi e prestiti trasferiti al Mef.
Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.
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