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La distribuzione delle risorse per gli enti locali nel DL Rilancio e la formazione del bilancio di previsione (seconda parte)

Approfondimento di V. Giannotti

Soggetto ad IVA il canone sul project financing

Sulla base delle stime attualmente elaborate dall’ANCI, è possibile proiettare le minori entrate attese da parte degli enti locali, con un certo grado di approssimazione, al fine di poter verificare gli effetti sul redigendo bilancio di previsione.

Entrate tributarie

La stima effettuata dall’ANCI potrebbe aiutare ad avere una stima della perdita delle entrate in proiezione (crediti inesigibili e perdita di entrate quantitative), così stimate le più significative:

  • IMU-TASI: la perdita stimata è pari al 10% rispetto alle entrate dell’anno 2019. Pur non sembrando la percentuale elevato, tuttavia, in termini economici la perdita di gettito è tra le più significative;
  • Addizionale Irpef: la perdita di entrate è dovuta essenzialmente alla perdita di lavoro dei dipendenti in questo periodo, con un impatto stimato pari ad una riduzione del 14% rispetto all’anno precedente;
  • Imposta di soggiorno: E’ l’entrata che ha maggiormente colpito i comuni per le restrizioni durante il periodo di emergenza sanitaria, il cui importo risulta pari al 77% di riduzione rispetto all’anno precedente ma che in termini di valori economici è inferiori alla perdita del gettito da minori entrate da IMU/TASI. Sul punto va stigmatizzato come il d.l. 34/2020 sia intervenuto stanziando uno specifico importo pari a 100 Milioni di euro inferiore di 300 Milioni alla perdita complessiva attesa;
  • TARI: la perdita di gettito è stata stimata pari a – 23% rispetto al 2019 con un valore assoluto di perdita in termini economici più elevato di tutte le entrate pari a circa 2 Miliardi di euro a livello nazionale complessivo. Sul punto l’ANCI precisa che il d.l. 34/2020 nulla prevede in termini di compensazione di questa minore entrata, chiedendo sul punto un intervento in sede di conversione in legge del decreto, sia in termini di risorse dedicate, sia per l’esigenza di uno schema ragionevole e uniforme di agevolazione nazionale, anche al fine di colmare l’assoluta insufficienza dello schema recentemente indicato da ARERA (Del. n. 158). Un’agevolazione robusta, puntata su tre mesi di difficoltà per le aziende sottoposte a lockdown, evitando distinzioni astruse tra “quota variabile” e “quota fissa” della tariffa, nonché estesa alle famiglie in maggiore difficoltà, può essere valutata intorno a 1,5 mld. di euro, di cui almeno 400 mln. da stanziare quale canale separato di ristoro in relazione alla citata disposizione dell’ARERA. Inoltre, l’ANCI quanto mai inopportuno che il costo delle agevolazioni indicate da ARERA possa essere accollato alle famiglie e alle aziende non direttamente colpite dai lockdown, come qualche commentatore sta sostenendo;
  • TOSAP-COSAP: La perdita di entrate è stata stimata nell’ordine del -37% che, nel d.l. 34/2020 è stato previsto una esenzione di 6 mesi per occupazioni pubblici esercizi, semi liberalizzazione delle nuove concessioni/ampliamenti, con una dotazione finanziaria separata di 127 Milioni di euro da ripartire, previa intesa in Conferenza Stato città, sulla base dei dati SIOPE del precedente anno 2019;
  • Imposta di pubblicità: la perdita delle entrate sono state stimate -33% rispetto all’anno precedente.

Entrate extratributarie

 Anche per le entrate extratributarie l’analisi dell’ANCI ci conduce a stimare la possibile perdita di gettito nei bilanci comunali, nel modo seguente.

  • Asili nido e servizi scuola: la riduzione è stata stimata in -39% sia delle entrate dell’anno 2019 per le rette mancate sugli asili nido, sia per i servizi scuola, causa la chiusura delle attività nel periodo di emergenza Covid-19;
  • Proventi cultura/sport/turismo: in questo caso si è in presenza della riduzione in percentuale più alta di tutti i servizi extratributari pari a -50% rispetto all’anno 2019;
  • Servizi sociali: la riduzione è tra le più contenute in termini percentuali pari a -5%;
  • Gas-energia: le entrate da questi servizi si riducono del – 42% rispetto all’anno 2019 con un effetto importante anche in valore assoluto in termini di perdita di gettito;
  • Concessioni/fitti attivi: la riduzione è stata stimata in un valore contenuto pari a -8% rispetto all’anno 2019;
  • Trasporti e parcheggi: il periodo di blocco di uscite da parte dei cittadini ha inciso in modo significativo sulle entrate dei comuni con una riduzione del -35%;
  • Sanzioni amministrative CDS: E’ in valore assoluto la perdita più importante in tema di entrate extratributarie con una perdita stimata almeno pari a -49% rispetto a quelle certificate nell’anno 2019.

Redazione del bilancio di previsione

Stabilite le perdite di entrate prospettiche, nella situazione attuale è impossibile stabilire la collocazione di quelle fornite dallo Stato e riferite ai servizi fondamentali degli enti locali.

La difficoltà è duplice, da un lato ad oggi è impossibile procedere alla riduzione delle entrate in assenza di indicazioni sulla collocazione nelle varie voci del d.l. 34/2020 che si sapranno solo dopo il 10 luglio prossimo se si dovesse procedere da calendario. La stessa ANCI critica la rubrica dell’art.106 denominata “Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali” in quanto in questo modo riduce il perimetro delle reali riduzioni delle entrate degli enti locali. Infatti, sarebbe inaccettabile la riduzione dell’intervento statale alle sole “funzioni fondamentali” degli enti locali. Nel caso dei Comuni, infatti, la spesa per funzioni fondamentali è valutabile intorno al 70% della spesa totale e le spese per cultura, ambiente, sviluppo locale e sport, ad esempio, non sono considerate “fondamentali” nell’ordinamento vigente.

Dall’altro lato, anche conosciuta la ripartizione effettuata il 10 luglio prossimo, nessuna garanzia sulla possibile verifica che sarà effettuata entro il successivo conto consuntivo 2020, con il rischio di restituire parte delle somme ricevute o, al contrario, ricevere risorse nell’anno successivo di quello in cui l’ente ha necessità.

Al fine di evitare l’agonia del prolungamento dell’esercizio provvisorio, gli enti potrebbero procedere secondo le stime già previste nel bilancio di esercizio 2020 e 2021 formulato per gli enti in esercizio provvisorio l’anno precedente in assenza dell’emergenza Covid-19, per popi procedere quanto le risorse e le destinazioni saranno certe, alla riduzione degli accertamenti delle entrate con successive variazioni di bilancio.

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