La pressione su responsabili finanziari e revisori dei conti in queste settimane tocca il picco per la concentrazione di adempimenti.
Il primo appuntamento perentorio è la certificazione del pareggio di bilancio 2017, da inviare, tramite sistema telematico entro il 31 marzo. Il modello deve essere firmato digitalmente dal rappresentante legale dell’ente, dal responsabile del servizio finanziario e dai revisori. Il mancato invio assoggetta l’ente a tutte le sanzioni previste per chi sfora gli obiettivi.
Per dimostrare il rispetto del saldo occorre avere completato il riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi, che deve essere approvato dalla giunta previo parere dei revisori. Pur non essendo fissato un termine, è necessario che il riaccertamento sia deliberato dalla giunta con anticipo rispetto all’adozione degli schemi di rendiconto, che dovrebbero essere anticipati (secondo la legge) di almeno 40 giorni rispetto alla definitiva approvazione consiliare per tenere conto dei termini assegnati a revisori e consiglieri.
Il riaccertamento dei residui è un’operazione di ampia portata ed è essenziale per la rappresentazione economico patrimoniale dei fatti di gestione, che per la prima volta interessa tutti gli enti, compresi quelli con meno di 5mila abitanti. Alla chiusura dei conti 2017 si accompagnano diversi adempimenti fiscali, quali la consegna ai percettori di compensi pubblici della certificazione dei sostituti d’imposta (3 apri le), lo spesometro relativo al secondo semestre 2016 (6 aprile) e la dichiarazione Iva (30 aprile).
L’approvazione in consiglio entro il 31 marzo del Dup (o della nota di aggiornamento) e del bilancio di previsione 2018/20 determina poi l’obbligo della preventiva adozione da parte della giunta degli schemi da inviare ai revisori per il parere, entro i termini fissati nel regolamento di contabilità.
Gli enti che non avessero ancora aggiornato la programmazione con i contributi per investimenti in opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio richiesti al ministero dell’Interno possono regolarizzare la propria posizione anche oltre il 31 marzo. Una volta che avranno avuto la certezza del contributo potranno inserirlo anche nel corso dell’iter di approvazione o con separata variazione di bilancio. La precisazione arriva con un comunicato pubblicato sul proprio sito da Ifel.
Sempre il 31 marzo scade il termine per rispondere ai bandi della regione relativi agli spazi finanziari (si veda l’articolo sotto). Occorre poi inviare al ministero dell’Interno i certificati con l’attestazione dei requisiti per accedere al «Fondo peri contenziosi connessia sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti» e la comunicazione sulle forme associative del ministero dell’Interno (30 marzo). In materia di personale, entro il 31 marzo gli enti possono adottare i piani triennali di razionalizzazione e riqualificazione della spesa. Dal 1° aprile, infine,i Comuni con più di 60 mila abitanti avvieranno a regime il sistema «Siope+», che assolverà l’obbligo di comunicare entro il 15 di ogni mese le informazioni riguardanti il pagamento delle fatture.
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