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Il commento – Le criticita’ dei Comuni nel passaggio alla contabilità armonizzata – Il riaccertamento straordinario (Parte 2))

di V. Giannotti (www.bilancioecontabilita.it 12/4/2016

Dopo aver esaminato nella prima parte i presupposti giuridici del riaccertamento straordinario dei residui e del primo accontanamento al Fondo Crediti di Dubbia esigibilità, l’analisi dei giudici contabili si concentra sui risultati ottenuti a fronte di specifico questionario inviato 257 enti così suddivisi per fascia demografica: 8 capoluoghi di provincia e comuni con popolazione superiore a 60.000 abitanti, 125 comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e 124 comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

LE CRITICITA’ EMERSE NEI COMUNI TOSCANI
Dai riscontri avuti al questionario al quale hanno risposto tutti i comuni (ad eccezione di un comune in stato di dissesto che ha dovuto rinviare il riaccertamento straordinario in attesa dell’approvazione del bilancio riequilibrato) i valori ottenuti considerati a livello complessivo sono stati i seguenti:

  • su un risultato di amministrazione positivo complessivo ante riaccertamento straordinario pari a 507,8 Meuro solo il 26% (pari a 130,4 MEuro) risulta non vincolato, i vicoli maggiori si rinvengono nelle spese in conto capitale (pari a 160 MEuro) e al Fondo Svalutazione crediti (Pari a 116,4 MEuro);

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