Questo articolo è stato letto 18 volte

Fondo di solidarietà, l’anticipo «dimentica» 500 Comuni incapienti

Fonte: il sole24ore

di Anna Guiducci e Patrizia Ruffini

Sono già stati erogati dal ministero dell’Interno 4,3 miliardi ai Comuni. Queste somme allentano notevolmente le tensioni di cassa degli enti che, tuttavia, avevano già considerato nel bilancio di previsione 2020/22 (o in quello in corso di approvazione) le risorse del fondo di solidarietà comunale. In altre parole il pagamento in questione attiene alla cassa, ma non alla competenza. L’erogazione fa seguito al Dpcm 28 marzo 2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 29 marzo, con cui sono approvati i criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale 2020. Il decreto ha di fatto recepito l’accordo sul Fsc già raggiunto l’11 dicembre 2019 in Conferenza Stato-Città e ha messo in grado il ministero dell’Interno di anticipare l’acconto del 66%, altrimenti previsto entro il mese di maggio. L’assegnazione non ha un legame diretto con l’emergenza da virus Covid-19, se non per il fatto che l’emanazione del Dpcm è condizione necessaria per poter anticipare l’acconto del 66 per cento del fondo di solidarietà. D’altro canto, i Comuni osservano con rammarico che la medesima misura era già stata posta in essere lo scorso anno, quando non si parlava di emergenza sanitaria. Un nota della Fondazione Ifel precisa poi che i dati relativi al Fsc 2020 circolati nelle scorse ore non comprendevano l’integrazione di 100 milioni di euro decisa a gennaio, ma l’acconto in corso di erogazione riguarda anche quella quota. Resta invece aperto il problema dei circa 500 enti “incapienti” ai quali, non essendo destinatari del Fsc o di quote significative di esso, non viene pertanto erogato alcun acconto. Se ne dovrà tener conto nell’ambito degli altri provvedimenti di cui si attende l’emanazione a breve (con nuovi decreti legge o con la conversione del Dl 18/2020). Fra le principali richieste dell’Anci figurano, oltre all’anticipazione temporale di tutte le spettanze dovute dal Ministero dell’Interno (non solo il Fsc), l’alleggerimento rate mutui Cdp; la riduzione della percentuale minima di accantonamento al Fondo crediti dubbia esigibilità; l’utilizzo delle quote destinate dell’avanzo di amministrazione, anche in condizioni complessive di disavanzo; la liquidità aggiuntiva con oneri a carico dello Stato; il ristoro dei gettiti perduti, sulla base di quantificazioni condivise. Sono poi stati già pagati ai Comuni anche i 400 milioni del fondo di solidarietà alimentare disposti con l’ordinanza del capo del dipartimento della protezione civile n. 658 del 29 marzo 2020. L’utilizzo dello strumento «ordinanza di Protezione civile» per queste somme – evidenzia infine Ifel – conferisce la natura di «somma urgenza» al loro impiego, a fronte della esigenza di fronteggiare eventuali gravi e immediate difficoltà di alcuni nuclei familiari nell’approvvigionarsi di beni di prima necessità nell’attuale contesto emergenziale.

Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

© RIPRODUZIONE RISERVATA