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Fondazione Commercialisti – Osservatorio Economico – Gennaio 2015

Con comunicato del 13/02/2015 la Fondazione Nazionale Commercialisti rende noto che “Il Fondo monetario internazionale ha diffuso a gennaio le nuove previsioni di crescita dell’economia globale segnalando come le difficoltà economiche di Cina, Russia, Giappone e dell’area dell’euro abbiano determinato un nuovo ribasso delle stime. In particolare, mente negli Usa la crescita si rafforza con una correzione al rialzo della stima per il 2015 di 0,5 punti rispetto a ottobre fino a +3,6%, il prodotto globale è previsto crescere del 3,5% nel 2015 e cioè di un -0,3% rispetto alla stima di ottobre. Per l’Italia si registra la correzione al ribasso più ampia (-0,5%) che porta la stima per il 2015 al +0,4%. Solo il Brasile fa peggio con una correzione di -1,1% e una previsione di +0,3% per il 2015. Nel 2016 il prodotto mondiale è previsto crescere del 3,7% grazie ad un’accelerazione del commercio mondiale (+5,3%).

L’economia italiana comincia a mostrare segnali di recupero sul fronte della domanda interna grazie ad una mini ripresa dei consumi delle famiglie, mentre restano ancora fermi gli investimenti sia privati che pubblici. Primi segnali positivi dagli indicatori sulla fiducia di gennaio 2015. 

L’Istat ha diffuso i primi dati sul Pil del quarto trimestre 2014 con la conferma delle ultimissime previsioni di un -0,4%. Nel quarto trimestre la crescita è stata nulla in termini congiunturali, mentre il Pil è sceso dello 0,3% su base annua. Nello stesso periodo il Pil, in termini congiunturali, è aumentato dello 0,7% negli Usa e dello 0,5% nel Regno Unito.

Il boom di nuove aperture di partite Iva a dicembre 2014 (+203%) ha il sapore di una beffa, poiché dimostra l’inadeguatezza delle politiche del Governo per le piccole imprese e per i lavoratori autonomi. Il balzo delle nuove aperture, infatti, concentrato sulle persone fisiche e, in particolare, sulle attività professionali (+1.264%), è il risultato della riforma del regime dei minimi e non ha nessuna attinenza con il ciclo economico che, come mostrano i dati congiunturali relativi all’ultimo mese del 2014 e qui raccolti e presentati, restano ampiamente negativi, mentre alcuni primi timidi segnali di ripresa provengono dai dati di gennaio 2015.”

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