Questo articolo è stato letto 11 volte

Enti, dl Rilancio da riscrivere

Fonte: ItaliaOggi

Le proposte negli emendamenti segnalati. Lega: tasse scontate a chi paga con domiciliazione
Rimborsi a 360°, conti al 30/9, esenzioni Tosap da marzo
Rimborsi a 360 gradi per i comuni. Il Fondo di 3 miliardi che andrà a compensare le perdite sofferte dagli enti a causa del Covid, dovrà finanziare tutte le funzioni comunali e non solo quelle fondamentali che non comprendono le spese sostenute dai sindaci per settori strategici come cultura, ambiente, sport e sviluppo locale. Fra i fabbisogni di spesa dei comuni dovranno essere inclusi anche i costi del servizio pubblico di gestione dei rifi uti urbani, incluse le spese per il fi nanziamento delle riduzioni tariffarie riconosciute dai municipi alle attività economiche in sofferenza a causa del Covid, secondo quanto richiesto dall’Arera con la delibera n.158/2020. Completano il quadro il rinvio dei bilanci di previsione al 30 settembre, la rimodulazione dei piani di rientro per gli enti in dissesto e l’utilizzo degli avanzi di amministrazione per fi nanziare la spesa corrente. Mentre sul fronte fi scale spunta la richiesta di esonerare dal pagamento dell’acconto Imu del 16 giugno gli immobili di categoria D adibiti a cinema e teatri, nonché la possibilità per i comuni di riconoscere uno sconto del 20% sulle tasse per chi paga attraverso domiciliazione bancaria. Si presenta come al solito ricco il pacchetto enti locali contenuto nel fascicolo di circa 1300 emendamenti «segnalati» al dl Rilancio (sugli oltre 7.500 presentati in commissione bilancio della Camera). Emendamenti bipartisan che, pur nella ristrettezza dei margini di manovra contabili che consentono limitati incrementi di spesa rispetto ai 55 miliardi messi già in campo dal governo, cercano di rimediare ad alcune evidenti incongruenze del decreto legge. A cominciare dall’esonero del pagamento di Tosap e Cosap per gli esercenti che il dl ha circoscritto al periodo 1° maggio-31 ottobre, dimenticando i mesi del lockdown (marzo e aprile). E così un emendamento di Forza Italia prova a rimediare, prevedendo che l’esonero possa essere fatto valere dal 10 marzo e fino alla fi ne dello stato di emergenza. Sempre da Forza Italia (primo fi rmatario, il vicepresidente dell’Anci, Roberto Pella) arriva l’emendamento che consente ai comuni che hanno fatto ricorso alla procedura di riequilibrio fi nanziario pluriennale a ridosso dell’emergenza sanitaria, e comunque nell’esercizio finanziario 2019, di rimodulare il piano entro il termine del 30 novembre 2020. E ancora, si chiede di sospendere fi no al 30 giugno 2021 la procedura di dissesto guidato per gli enti in riequilibrio, nel caso in cui l’ente locale abbia presentato, in data successiva al 31 dicembre 2017 e fi no al 31 gennaio 2020, un piano di riequilibrio riformulato o rimodulato, ancorché in corso di approvazione. Arriva dalla Lega (primi fi rmatari Silvana Comaroli e Massimo Garavaglia) l’emendamento che solo per l’esercizio finanziario 2020 consente l’utilizzo della quota libera e della quota destinata dell’avanzo di amministrazione per il fi nanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza in corso, nonché per fronteggiare eventuali squilibri di bilancio derivanti dal calo delle entrate proprie. Della Lega è anche la paternità dell’emendamento che, come detto, consente ai comuni di determinare riduzioni tariffarie del 20% per le entrate tributarie e patrimoniali a condizione che il soggetto passivo provveda ad adempiere al pagamento attraverso domiciliazione bancaria. Un emendamento del Pd (primi firmatari Chiara Braga ed Emanuele Fiano) punta a consentire agli enti locali, limitatamente all’esercizio fi nanziario 2020, di impiegare le quote accantonate dell’avanzo di amministrazione, al netto degli accantonamenti obbligatori per legge, ai fi ni della salvaguardia degli equilibri di bilancio. Dal Partito democratico (prima fi rmataria Beatrice Lorenzin) arriva anche la proposta di estendere agli immobili rientranti nella categoria catastale D adibiti a cinema e teatri l’esenzione dal pagamento dell’acconto Imu, oggi riconosciuta solo agli immobili del settore turistico (alberghi, ostelli, agriturismi, campeggi, stabilimenti balneari). Si profila infine uno stop per l’addizionale comunale sui diritti di imbarco in modo da rilanciare le attività dei piccoli aeroporti. La proposta, sostenuta dal viceministro alle infrastrutture e trasporti, Giancarlo Cancelleri, punta a sospendere per il 2020 il versamento dell’addizionale limitatamente ai piccoli scali aeroportuali, quelli cioè con un traffi co inferiore al milione di passeggeri l’anno. Si tratta degli aeroporti di: Ancona, Brescia, Comiso, Crotone, Cuneo, Grosseto, Lampedusa, Marina di Campo, Pantelleria, Parma, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Trapani e Trieste.
Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

© RIPRODUZIONE RISERVATA