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Due mesi per approvare la manovra. E ora il rischio è il commissariamento

Fonte: http://www.lastampa.it/2016/12/21/italia/politica/due-mesi-per-approvare-la-manovra-e-ora-il-rischio-il-commissariamento-3TzNe4mJEBnYhO17MYvSgI/pagina.html

Se c’è un commissariamento che da ora in avanti potrebbe non far più dormire di notte Virginia Raggi, non è quello di fatto di Beppe Grillo che ha piazzato qua e là assessori e uomini fidati, dopo i pasticci a catena della sindaca. Piuttosto Raggi si dovrà preoccupare del commissario che potrebbe arrivare il 28 febbraio.

Tenere a mente il giorno: 28 febbraio. E usare il condizionale, perché arrivare davvero a quella data senza un bilancio di previsione approvato, significherebbe il fallimento certificato della giunta grillina e con molta probabilità il voto. Raggi ha lasciato il Comune di Roma senza nemmeno voltarsi verso chi le domandava della nuova grana che si somma al caos giudiziario che l’ha travolta dopo l’arresto del suo braccio destro Raffaele Marra. La sindaca adesso ha di fronte a sé due mesi per preparare un bilancio solido e farlo approvare. Entro il 31 dicembre è impossibile. La legge prevede una proroga fino a fine febbraio. Raggi dovrà riaprire una interlocuzione con i revisori dei conti che le hanno bocciato le previsioni di spesa. Il tempo a disposizione è sufficiente anche perché bisognerà intervenire sui rilievi esposti dei tecnici, senza far ripartire daccapo l’intera procedura.

Se il M5S non dovesse farcela, lo schema di salvataggio previsto segue degli step precisi. La sindaca convoca la giunta entro 48 ore e nomina un commissario «tra soggetti di comprovata esperienza nel campo della contabilità degli enti locali». Non dovesse riuscirci, sarà il prefetto ad assumersi il compito di nominare il commissario. Quest’ultimo ha dieci giorni di tempo per predisporre lo schema di bilancio. Poi, lo invia ai consiglieri che a loro volta avranno massimo venti giorni per l’approvazione. Qualora il consiglio comunale non riuscisse a farlo, sarà lo stesso commissario ad approvarlo in 48 ore. Contemporaneamente, il prefetto, verificata l’impossibilità di svolgere un mandato di base come l’approvazione del bilancio, scioglierà il consiglio comunale. In questo scenario Roma sarà costretta ad andare al voto due volte in un anno.

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