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Deve essere riconosciuto prima il debito fuori bilancio se la transazione contiene oneri non iscritti in bilancio

Approfondimento di V. Giannotti

La valorizzazione urbanistica che potrebbe procurare un vantaggio all’ente in termini di oneri di urbanizzazione, oggetto di una procedura transattiva, in attesa di un contenzioso non ancora definito che potrebbe generare un futuro debito per l’ente, dovrà essere trattato quale debito fuori bilancio se la medesima transazione preveda oneri non iscritti nel bilancio. Solo una volta emerso il debito fuori bilancio sarà possibile attivare la procedura transattiva. Sono queste le indicazioni della Corte dei conti del Lazio contenute nella deliberazione n.48/2021.

La vicenda

Un comune sulla base di una deliberazione della Giunta regionale, oggetto di successiva impugnazione, è stato onerato di un debito nei confronti di altro comune che, a sua volta è risultato perdente in via definitiva con un ente universitario. Pur essendo estraneo il comune richiedente alla vicenda giudiziaria, che ha coinvolto il comune oggetto di condanna giudiziale definitiva, è stata posta una domanda ai giudici contabili su come trattare il citato debito potenziale oggetto del contenzioso giudiziale non ancora concluso. La soluzione, prevista dal Sindaco, è quella di una possibile valorizzare urbanistica, con la procedura della rigenerazione urbana, dell’area su cui insiste l’immobile, avendo da un lato il beneficio futuro del pagamento degli oneri di urbanizzazione e, dall’altro lato, salvando il debito nei confronti del comune oggetto di contenzioso. Quest’ultimo comune, con tale operazione riuscirebbe, invece, ad azzerare la condanna al pagamento verso l’ente universitario che, a sua volta, avrebbe valorizzato l’immobile con un importo equivalente al credito vantato.

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