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Danno erariale multiplo all’impiegato che fa pagare i tributi per cassa senza riversarli

Approfondimento di V. Giannotti

Un impiegato funzionario del servizio comunale dei tributi ha, in diverse occasioni, ricevuto pagamenti in contanti per la tassa rifiuti rilasciando ricevuta di avvenuto pagamento ai contribuenti ma non versando i relativi importi all’ente, anzi manomettendo il sistema informatico. Al danno per mancato versamento dei pagamenti ricevuti, la Corte dei conti del Veneto (sentenza n.220/2021) ha applicato al dipendente le seguenti ulteriori poste di danno erariale: a) danno da disservizio, per le ore spese dall’ente nella ricerca delle posizioni oggetto di contestazione; b) danno da rottura del rapporto sinallagmatico, per le attività fraudolente espletate in luogo di quelle per cui riceveva la retribuzione; c) danno all’immagine di importo consistente in ragione del grave discredito procurato all’Amministrazione comunale.

La vicenda

Un impiegato dell’Ufficio tributi di un comune, servendosi di diverse forme di contatto (telefono, e-mail), utilizzando la sua casella di posta istituzionale, contattava i contribuenti chiedendo direttamente ai cittadini morosi il pagamento della tassa rifiuti e prospettando loro la possibilità di pagare, anche ratealmente, una somma inferiore al dovuto, mediante versamento in contanti, anziché tramite il modello F24. Gli importi venivano così riscossi direttamente dal convenuto che rilasciava, in cambio, false quietanze di pagamento.

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