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Dalla Cdp un’offerta per rivedere i mutui in 4.400 municipi

Fonte: Il Sole 24 Ore

A poche settimane dall’approvazione del programma di rinegoziazione di mutui riservato a Regioni, Province e Città metropolitane (si veda il Sole 24 Ore del 27 marzo), il Cda della Cassa depositi e prestiti ha deliberato un piano anche per i mutui concessi ai Comuni. L’iniziativa, che riguarda potenzialmente circa 90mila finanziamenti in favore di 4.400 enti per un ammontare complessivo pari a 13,4 miliardi di euro, potrà liberare risorse – nel periodo 2014-2018 – fino a 1,4 miliardi, che i Comuni potranno destinare a nuovi investimenti o alla riduzione del debito. 

Il programma di rinegoziazione consente ai sindaci di allungare la durata di rimborso del proprio debito e ottenere, sulla base delle attuali condizioni di mercato, una riduzione del tasso di interesse medio applicato al portafoglio oggetto di rinegoziazione. In totale, con i programmi di rinegoziazione 2015, Cdp permetterà di liberare risorse a favore di Comuni, Province, Regioni e Città metropolitane per un ammontare complessivo fino a 3 miliardi di euro nel periodo 2015-2018.

L’iniziativa che rientra negli obiettivi previsti dal Piano industriale 2013 – 2015 di Cdp di supportare gli enti territoriali nella gestione attiva del proprio debito, risponde alle richieste avanzate nell’ultimo periodo dalle amministrazioni interessate e dall’Anci.

La delibera approvata da Cassa Depositi e Prestiti è stata accolta positivamente dagli amministratori locali, che più volte ne avevano sottolineato la necessità, come strumento che, a fronte delle attuali difficoltà di bilanci dei Comuni, potrà finalmente consentire di ottenere dei risparmi dall’allungamento dei tempi e dalla riduzione ipotizzata dei tassi. Ora la partita si sposta anche sulla possibilità di utilizzare i risparmi per interessi anche per far fronte a esigenze di spesa corrente, e non solo per investimenti ed abbattimento di debito. Sul punto serve una modifica normativa, e la discussione si è aperta in particolare per attenuare gli effetti dei tagli su Province e Città metropolitane. Sul versante degli investimenti, spiega l’Associazione dei Comuni in una nota diffusa ieri, «continuerà il confronto con la Cassa depositi» per riattivare una dinamica colpita in modo pesante dalle manovre degli ultimi anni.

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