Dal 2019 Siope+ si applicherà a tappeto

ItaliaOggi
17 Aprile 2018
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di Matteo Barbero

Dal 2019 il nuovo sistema Siope+ si applicherà a tappeto. A breve, infatti, dovrebbe essere emanato il decreto che estenderà l’ambito di applicazione del sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche ad altre p.a. diverse dagli enti territoriali e dalle Asl, per i quali la dead line scatterà al più tardi già dal prossimo mese di ottobre. La materia è regolata dall’art. 14, comma 8-bis, della legge 196/2009, il quale prevede che, al fine di favorire il monitoraggio del ciclo completo delle entrate e delle spese, le amministrazioni pubbliche ordinano gli incassi e i pagamenti al proprio tesoriere o cassiere esclusivamente attraverso ordinativi informatici emessi secondo lo standard Ordinativo Informatico emanato dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), per il tramite dell’infrastruttura della banca dati Siope gestita dalla Banca d’Italia nell’ambito del servizio di tesoreria statale, e che i tesorieri e i cassieri non possono accettare disposizioni di pagamento trasmesse con modalità diverse. In pratica, quando Siope+ sarà operativo, si invertirà l’ordine dei flussi fra enti, tesorieri e Banca d’Italia. Con il «vecchio» Siope, l’ente trasmette l’ordinativo, attraverso modalità definite in via autonoma purché siano presenti le prescritte codifiche, al tesoriere e quest’ultimo trasmette il relativo flusso alla Banca d’Italia. Con Siope+, invece, gli ordinativi dovranno essere trasmessi attraverso un’unica infrastruttura informatica alla Banca d’Italia, la quale provvederà poi a trasmetterle al tesoriere per la loro lavorazione. Ciò per consentire l’immediata acquisizione delle informazioni, riguardanti, in particolare, il pagamento delle fatture. Per questo, Siope+ modificherà profondamente anche l’utilizzo della piattaforma per la certificazione dei crediti. Al momento, Siope+ interessa gli enti territoriali e del Ssn, con un calendario scaglionato a seconda della tipologia e della dimensione demografi ca: gli ultimi a entrare saranno i comuni sotto i 10 mila abitanti e le aziende sanitarie e ospedaliere, per i quali la decorrenza è da ottobre 2018. Ma dal 1° gennaio 2019 sarà a volta di unioni di comuni, enti parco e di ricerca, università pubbliche, camere di commercio, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, istituti zooprofilattici sperimentali e agenzie sanitarie regionali. Di fatto, un’applicazione a tappeto per un istituto fortemente voluto da Bruxelles per tenere sotto controllo i tempi di pagamento.

 

Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi srl

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