Sulle pagine di questo quotidiano è stata di recente sottolineata una volta di più la necessità di porre rimedio senza altri indugi alle difficoltà dei revisori negli enti territoriali; difficoltà connesse al mancato adeguamento dei compensi, fissati nel 2005 e mai aggiornati,e all’incremento di funzioni e incombenze (e responsabilità) tale da rendere sempre più gravoso lo svolgimento dell’incarico. L’incidenza di questi fattori non di rado obbliga il professionista a rinunciare alla nomina: la proposta di compensi inadeguati infatti si traduce nella prospettiva di svolgere l’incarico in perdita (a causa delle spese che assorbono in tutto o in parte il compenso),e nel rischio- non privo di riflessi deontologici- di non poter garantire gli standard di diligenza ed efficienza richiesti dalla complessità dell’incarico. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, da sempre vigile su queste questioni, ha attivato un canale informativo ad hoc in modo che, attraverso gli ordini territoriali,i colleghi segnalino il proprio caso e, in particolare, le cause “patologiche” alla base della rinuncia (proposta di compenso incompatibile con il corretto assolvimento dell’incarico o con il rispetto dei principi deontologici, rimborso delle spese di viaggio non previsto o insufficiente, richiesta di prestazioni integrative,e cosi via).
Il Consiglio nazionale ha quindi portato all’attenzione delle istituzioni le molteplici segnalazioni pervenute,a evidenziare la preoccupante dimensione del problema, per favorire la rapida adozione dei correttivi non più rinviabili, anche per generare ricadute positive sui revisori, sugli enti e sugli interessi della comunità. Parallelamente,è costante il confronto e la collaborazione con il ministero dell’Interno, la Ragioneria generale dello Stato e la Corte dei Conti;e continua è la segnalazione, in senso bidirezionale, delle questioni rilevanti nell’ambito della revisione degli enti locali. Sotto questo profilo, il Consiglio nazionale considera fondamentale sia sottoporre all’attenzione dei ministeri vigilanti le criticità rilevate da chi opera sul territorio, per scongiurare il rischio che i revisori possano subire determinazioni discrezionali e al limite dell’arbitrio; sia, in senso opposto, recepire le segnalazioni pervenute degli organi competenti circa fattispecie nelle quali il professionista non si sia attenuto allo scrupoloso rispetto dei canoni di diligenza.
Il Consiglio Nazionale promuove e tutela infatti la funzione del revisore quale baluardo di legalità, difendei colleghi da situazioni critiche che possano pregiudicare il corretto svolgimento dell’incarico, si adopera per mettere a disposizione del professionista ogni supporto utile e vigila a prevenire pratiche scorrette. Le iniziative del Consiglio si inseriscono nell’ampio ventaglio di progetti dedicati ai revisori, trai quali, solo per citarne alcuni, la pubblicazione e l’aggiornamento dei principi di vigilanza e controllo, l’erogazione annuale gratuita di eventi formativi in e-learning, la divulgazione di bozze di pareri, schemi di relazioni, le informative periodiche. Tutto questo nel segno della ferma volontà del Consiglio nazionale di coinvolgere i colleghi in un percorso comune con le istituzioni, avviato da tempo ma costantemente da potenziare per garantire un sostegno a coloro che, con competenza e professionalità, vigilano sulla legalità dell’ente locale.
Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi srl
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