Conto salato per province e città

Italia Oggi
20 Giugno 2018
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di MATTEO BARBERO

Lo Stato presenta un conto da 1,8 miliardi a province e città metropolitane. Con una dettagliata circolare del ministero dell’interno – direzione centrale per la fi nanza locale, la n. 15/2018, diffusa ieri, è stato fornito il quadro completo delle somme che gli enti di area vasta sono tenuti a versare allo Stato a titolo di «concorso» alle manovre di fi nanza pubblica, nonché le modalità e i tempi entro cui occorre procedere. Il quadro normativo è piuttosto complesso, perché a fronte dei pesanti tagli previsti prima e soprattutto dopo la riforma Delrio (legge n.56/2014) – ossia, rispettivamente, dal dl 66/2014 e dalla legge n. 190/2014 – il legislatore è intervenuto riconoscendo alcuni contributi «di sopravvivenza» che hanno alleggerito l’onere complessivo. Le relative disposizioni hanno autorizzato le amministrazioni benefi ciarie a non iscrivere nell’entrata del proprio bilancio i predetti contributi e a iscrivere in spesa il concorso alla fi nanza pubblica al netto dell’importo corrispondente alla somma dei contributi stessi. Tale saldo deve essere versato direttamente all’entrata del bilancio statale. Per riepilogare la situazione di ciascun ente, alla circolare sono allegate tre tabelle: le prime due riportano la somma che ciascuna provincia (tabella A) e città metropolitana (tabella B) è tenuta a trasferire allo Stato in base alla l 190, già nettizzata dei contributi spettanti. La tabella C tiene conto anche degli ulteriori tagli previsti a legislazione vigente e indica il totale complessivo a debito di ogni singolo ente. Complessivamente, si tratta di circa 1,8 miliardi, una cifra imponente che, come evidenziato dall’Upi nella recente audizione parlamentare sul Def, non consente a tutt’oggi di far chiudere i bilanci di previsione a diverse province. Per questo, la stessa Upi è tornata a chiedere di costruire, in linea e coerenza con l’art. 119 Cost., una rinnovata «autonomia fi nanziaria di entrata e di spesa» provinciale nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, fondata su un sistema certo di tributi propri, compartecipazioni e fondo perequativo verticale, che possano garantire l’integrale copertura fi nanziaria in ordine alle funzioni esercitate, ma soprattutto di dare completa attuazione alle legge delega sul federalismo fi scale (legge n. 42/2009), rivedendo e aggiornando la disciplina di individuazione dei «fabbisogni standard», superando il criterio della spesa storica in correlazione alle entrate standard di cui devono disporre, in modo che i fabbisogni standard a regime diventino il riferimento esclusivo per il fi nanziamento integrale della spesa relativa alle funzioni fondamentali. In attesa che il nuovo governo decida il da farsi, i debiti vanno onorati con una duplice scadenza: subito per i tagli previsti dalla legge n.190, entro il 10 ottobre per le somme residue, utilizzando i codici Iban indicati dalla circolare. In mancanza, i tagli verranno scaricati sui riversamenti dell’importa sull’assicurazione Rc auto e dell’imposta provinciale di trascrizione. Sempre ieri il Viminale ha anche diffuso i dati del riparto dei contributi spettanti alle regioni a favore dell’associazionismo comunale.
Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi srl

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