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Contabilizzazione dell’aggio del concessionario per la riscossione

resoconto

ANCI risponde al seguente quesito posto da un Comune.

DOMANDA:

Con riferimento agli impegni riguardanti l’aggio nei confronti dei Concessionari per la riscossione: Il Comune effettua l’impegno nell’esercizio X della somma di € 10.000,00 proprio per l’aggio in favore del Concessionario Alfa nell’esercizio nel quale affida il carico allo stesso. Accade poi, ovviamente, che la riscossione del carico affidato al Concessionario avvenga frazionato negli anni, quindi dei 10.000,00 € iniziali l’ente riscuota ad esempio 1.000 nell’esercizio x+1, 1.500 nell’esercizio x+2, e così via. Per poter regolarizzare le fatture pervenute dal Concessionario, per il quale lo stesso ha già trattenuto l’aggio di propria spettanza, dobbiamo reimputare contabilmente ogni anno l’impegno residuo? O lo stesso può essere lasciato a residuo, indipendentemente dall’anno nel quale avverrà la riscossione effettiva?

RISPOSTA:

Facendo riferimento alla questione posta si fa presente quanto segue:

– Si riporta di seguito quanto, a proposito del problema posto, stabilisce il Principio contabile n. 4/2 allegato al Dlgs 118/2011.

– Il Paragrafo 5.1 del citato Principio contabile, a pagina 23 e 24, afferma: ”Ogni procedimento amministrativo che comporta spesa deve trovare, fin dall’avvio, la relativa attestazione di copertura finanziaria ed essere prenotato nelle scritture contabili dell’esercizio individuato nel provvedimento che ha originato il procedimento di spesa. Alla fine dell’esercizio, le prenotazioni alle quali non hanno fatto seguito obbligazioni giuridicamente perfezionate e scadute sono cancellate quali economie di bilancio. L’impegno costituisce la prima fase del procedimento di spesa, con la quale viene registrata nelle scritture contabili la spesa conseguente ad una obbligazione giuridicamente perfezionata, avendo determinato la somma da pagare ed il soggetto creditore e avendo indicato la ragione del debito e costituito il vincolo sulle previsioni di bilancio, nell’ambito della disponibilità finanziaria accertata con l’apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria. Gli elementi costitutivi dell’impegno sono: I. la ragione del debito; II. l’indicazione della somma da pagare; III. il soggetto creditore; IV. la scadenza dell’obbligazione; V. la specificazione del vincolo costituito sullo stanziamento di bilancio. L’impegno si perfeziona mediante l’atto gestionale, che verifica ed attesta gli elementi anzidetti e la copertura finanziaria, e con il quale si dà atto, altresì, degli effetti di spesa in relazione a ciascun esercizio finanziario contemplato dal bilancio di previsione. Pur se il provvedimento di impegno deve annotare l’intero importo della spesa, la registrazione dell’impegno che ne consegue, a valere sulla competenza avviene nel momento in cui l’impegno è giuridicamente perfezionato, con imputazione agli esercizi finanziari in cui le singole obbligazioni passive risultano esigibili. Non possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le spese per le quali non sia venuta a scadere, nello stesso esercizio finanziario, la relativa obbligazione giuridica.”

– il successivo Paragrafo 5.2, lettera b) a pagina 28 e 29, afferma che l’imputazione dell’impegno avviene: “ – nell’esercizio in cui risulta adempiuta completamente la prestazione da cui scaturisce l’obbligazione per la spesa corrente; – negli esercizi considerati nel bilancio di previsione, per la quota annuale della fornitura di beni e servizi nel caso di contratti di affitto, e di somministrazione e altre forniture periodiche ultrannuali. Ad esempio, al momento della firma del contratto di fornitura continuativa di servizi a cavallo tra due esercizi si impegna l’intera spesa, imputando distintamente nei due esercizi le relative quote di spesa. Ciascuna quota di spesa trova copertura nelle risorse correnti dell’esercizio in cui è imputata e non richiede la costituzione del fondo pluriennale vincolato; – riguardanti gli aggi corrisposti sui ruoli, nello stesso esercizio in cui le corrispondenti entrate sono accertate, per un importo pari a quello previsto nella convenzione per la riscossione dei tributi applicato all’ammontare delle entrate accertato, al netto dell’eventuale relativo accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità;”

– Pertanto, si ritiene corretto che l’ente abbia assunto l’impegno per una cifra pari all’importo previsto dalla concessione al momento in cui è stato affidato il carico della riscossione al Concessionario.

– Si ritiene anche che, nel caso in cui l’incasso non avvenga per intero nell’esercizio in cui è stato affidato il carico, il residuo debba essere re imputato nell’esercizio in cui risulta adempiuta completamente la prestazione da cui scaturisce l’obbligazione per la spesa corrente.

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