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Conferenza Unificata. Gestioni coatte. L’Anpci chiede il rinvio del termine di scadenza

L’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia (A.N.P.C.I.) ha reso noti i risultati della Conferenza Unificata delle Regione del 15/05/2014 con il seguente comunicato:

In data odierna si è tenuta la Conferenza Unificata Stato/Regioni/Autonomie Locali. La delegazione ANPCI vi

ha partecipato apportando il suo contributo nelle forme possibili.

Oggetto della discussione ai fini dei pareri sono state le materie relative a diversi argomenti tutti molto importanti. Tra essi:

La riassegnazione dei finanziamenti non utilizzati dai Comuni inferiori a 5000 abitanti. Il Governo ha proposto il 50% mentre i Comuni chiedono il 100%. Il Governo si è riservato di verificare la possibilità di accoglimento della richiesta, condotta la quale saranno emanati i decreti di riassegnazione.

Il punto più importante quello relativo al Decreto Legge n. 66 di cui è stato disposto il rinvio per approfondimento al tavolo tecnico per poi riproporre le conclusioni alla Conferenza, ma, nel contempo è stato richiesto lo sblocco dei fondi relativi alla Giustizia (i Comuni non ricevono risorse dal 2011).Il Governo precisa che il relativo Decreto, per quelli relativi al 2011, è alla firma del Ministro e ci si augura possa essere predisposto il Decreto anche per i fondi relativi al 2012.

Secondo l’Anpci il Decreto Legge va tutto ridisegnato ed in particolare va predisposto un emendamento che nel rinviare la scadenza del termine del 1 luglio 2014 per la gestione associata delle funzioni indichi:

1_ la capacità di soddisfare il bisogno di ridurre i costi dando uguali se non migliori servizi;

2_ la necessaria praticabilità della normativa in quanto i Sindaci, incapaci di predisporre atti ed accordi che soddisfino pienamente il disposto legislativo e la volontà di vincere la sfida che i tempi moderni impongono, sono caduti in uno stallo pernicioso. A questo proposito il parere di uno studioso insigne della materia, Prof. Avv.to Giuseppe Abbamonte giudica “veramente impraticabile la normativa vigente e tale da renderne estremamente complessa e forse addirittura impossibile l’attuazione. Nella sostanza non sono stati sciolti gli organismi precedenti, come esplicitamente indicato nella normativa in vigore, sono invece stati costituiti nuove aggregazioni ma con funzioni limitate, lasciando intatti i centri decisionali ove erano. La conseguente aggiunta di costi determinata, contraddice palesemente la volontà espressa dal legislatore che pure, anche in virtù dei risparmi promessi, aveva avuto il beneplacito della “Consulta”, come espresso nella sua sentenza n. 44 del 10.03.2014. In uno: Non Funzioni associate ma Gestione di Servizi e parità di trattamento tra “Unioni” e “Convenzioni”, oggi palesemente sperequate;

3_ alla luce del, praticamente ottenuto, rinvio al 2015 del Fiscal compact, vanno riconsiderati i parametri sull’indebitamento e conseguentemente sul Patto di Stabilità Interno, tanto lesivo soprattutto per i Piccoli Comuni e per le spese d’investimento, quantomeno quelle necessarie per la sicurezza de cittadini;

4_ la possibilità dell’utilizzo del “voto elettronico” che come in tanti Paesi dell’Europa consentono un vero risparmio economico e la facilità delle consultazioni;

5_ il rigore (700 MLN + precedenti 500 MLN= € 1.200 MLN) ma mitigato per evitare un sicuro default soprattutto dei Piccoli Comuni d’Italia oltre alla necessaria rideterminazione dei tagli che vanno indicati tenendo conto dei “costi standard” ed addebitati “in primis” ai Comuni “cicale”.

Diversi altri punti hanno riscosso l’attenzione dei delegati tra cui il riparto di fondi per la depurazione delle acque reflue.

Un richiamo urgente ed importante a tutti i Sindaci, per evitare i rigori stabiliti dall’art 4 del DL 16 convertito in legge 68/2014 (soppressione del fondo unico per il salario accessorio dei dipendenti), debbono deliberare la sospensione dell’applicazione della norma in vigore con la giustificazione che la essa è stata portata in Conferenza Stato-Regioni ed Unificata per la sua modifica. La stessa delibera è stata già assunta dal Comune di Roma i cui dipendenti erano scesi, giustamente, in sciopero proprio per questo motivo.

 

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