Comuni, bilanci verso la proroga post-manovra

il sole24ore
26 Ottobre 2018
Modifica zoom
100%
di

Insieme alla manovra arriverà il rinvio dei termini per i bilanci degli enti locali. Perché per scrivere davvero i preventivi 2019 bisognerà prima definire il ricco pacchetto di novità che dalla riforma del pareggio al fondo investimenti fino alla rinegoziazione dei vecchi mutui Cdp pre-2003 trasferiti al Mef cambia a fondo le regole dei conti locali.

A confermarle punto per punto, nell’ultima giornata dell’Assemblea nazionale Anci di Rimini, è stato il premier Giuseppe Conte, che nel suo discorso ha voluto affrontare punto per punto le regole già decise: sblocco degli avanzi, utilizzo parziale delle quote destinate, accantonate e vincolate negli enti in disavanzo, fondo investimenti e avvio della «centrale di progettazione» al Demanio per aiutare le amministrazioni a corto di tecnici. Non solo: il premier coglie l’occasione dell’Assemblea per rilanciare il progetto delle semplificazioni amministrative che l’Anci ha chiesto con la proposta «liberiamo i sindaci». Un primo taglio di adempimenti arriva con la manovra, che con la riforma del pareggio sostituisce le vecchie certificazioni con il controllo unico a consuntivo. Ma da modificare c’è soprattutto l’ordinamento dei piccoli Comuni, ancora troppo simile a quello (complesso) delle amministrazioni più grandi.

A Conte è arrivato anche il ringraziamento del presidente Anci Antonio Decaro per «l’impegno mantenuto» sulla soluzione per il bando Periferie; ma anche l’allerta sulle ricadute della pace fiscale sui conti comunali, e sullo squilibrio fra responsabilità e poteri che caratterizza il ruolo dei sindaci. Tema, quest’ultimo, che in Assemblea scandisce gli interventi di molti dei sindaci, chiamati a rispondere di ogni emergenza, da quelle meteo alla sicurezza degli edifici pubblici, senza gli strumenti per affrontarle.

Anche di questo dovrà occuparsi la riforma del Testo unico degli enti locali, annunciata ieri a Rimini dal sottosegretario all’Interno Stefano Candiani (Lega). Il rinvio dei termini per i preventivi è indispensabile, ragiona Candiani, ma «bisogna fissare una volta per tutte una scadenza gestibile, superando le soluzioni tampone». A interrompere la catena delle proroghe dovrà essere un nuovo Testo unico, che nei progetti del Viminale punterà anche a ridare funzioni e competenze alle Province. Sul tavolo ci sarà anche il ritorno all’elezione diretta degli amministratori provinciali, tema centrale nell’agenda enti locali della Lega.

Nel cantiere della manovra per gli enti locali rientra anche la possibilità di sbloccare le aliquote locali “congelate” ai livelli del 2015. La questione è stata richiamata a Rimini dal sottosegretario all’Economia Laura Castelli, ma sul piano politico il nodo è delicato e rientra nelle trattative fra i partiti sulla manovra. «Stiamo attenti a non tornare a una situazione in cui si tagliano i fondi ai Comuni compensandoli con l’aumento di aliquote. Bisogna risolvere i problemi della riscossione, perché troppi Comuni sono in dissesto per la mancata capacità di incassare le entrate». Per “liberare” le aliquote locali non servono nuove norme, perché il blocco è stato fin qui confermato anno per anno. Serve l’accordo politico.

Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento