Com’è andata la contrattazione integrativa nel lavoro pubblico? Il rapporto dell’ARAN sul 2025

Il Rapporto ARAN 2025 registra 18.197 contratti integrativi, record storico: +37,4% dal 2016. Sedi attive al 72% e RSU firmatarie in oltre il 93% dei casi

17 Luglio 2026
Modifica zoom
100%

L’ARAN ha presentato il primo Rapporto di monitoraggio sulla contrattazione integrativa nel lavoro pubblico relativo al 2025. Il documento fotografa 18.197 contratti integrativi trasmessi dalle Amministrazioni: il valore più alto mai registrato dall’avvio del monitoraggio, con una crescita del 37,4% rispetto al 2016.

Indice

Un numero record di contratti trasmessi

Il Rapporto raccoglie i dati inseriti dalle Amministrazioni nella Procedura unificata di trasmissione dei contratti integrativi ARAN-CNEL, prevista dall’art. 40-bis del d.lgs. n. 165/2001. Il dato 2025 è in lieve aumento sull’anno precedente (+0,4%) e conferma la tendenza di crescita costante dell’ultimo decennio.

La distribuzione per comparto vede in testa Istruzione e Ricerca (46,8%) e Funzioni Locali (43,1%), seguiti da Funzioni Centrali (5,9%) e Sanità (4,2%). Da soli, i primi due comparti superano l’82% degli invii complessivi, con la Scuola e i Comuni tra i settori più attivi.

Sedi attive, copertura del personale e tempi

Il 72% delle sedi di contrattazione ha trasmesso almeno un accordo: un altro massimo storico, con punte dell’89% nella Scuola e dell’87% nell’Università. I contratti acquisiti coprono complessivamente il 79% del personale non dirigente. Sul piano territoriale, Veneto e Lombardia guidano per incidenza di sedi attive.

Restano però alcune criticità utili da conoscere.

  • circa un terzo dei contratti si riferisce ad annualità precedenti, fenomeno più marcato nelle Funzioni Centrali e in Istruzione e Ricerca;
  • il 56% degli accordi ha natura solo economica, il 38% è di tipo normativo ed economico e il 6% disciplina specifiche materie, con differenze rilevanti tra comparti.

Relazioni sindacali solide: cosa significa per il personale

Il quadro delle relazioni sindacali è positivo. Oltre il 93% dei contratti destinati al personale dei comparti risulta sottoscritto anche dalle RSU, mentre gli atti adottati unilateralmente restano residuali (0,8% del totale) e in calo costante nel lungo periodo.

Per il dipendente pubblico questo significa una contrattazione decentrata sempre più diffusa e stabile, che incide direttamente su fondo risorse decentrate, premialità e istituti del trattamento accessorio. Un secondo Rapporto, più analitico, approfondirà nei prossimi mesi le singole materie negoziate.

Come sta andando la contrattazione per il nuovo CCNL Funzioni Locali?

L’ultima seduta per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 si è svolta il 7 luglio 2026. In quell’occasione l’ARAN ha presentato una bozza aggiornata che istituisce l’osservatorio paritetico di comparto, inserisce l’intelligenza artificiale tra le materie di confronto e ridisegna il Fondo risorse decentrate. Per CGIL e UIL restano critiche sul finanziamento delle elevate qualificazioni. Il prossimo tavolo plenario sarà il 21 luglio.

Il rinnovo del CCNL Sanità

Le trattative per il rinnovo del contratto del comparto della Sanità per il triennio 2025-2027 sono sostanzialmente concluse con la sigla della Preintesa. Il rinnovo per il comparto arriva a quasi dieci mesi dall’ultimo CCNL firmato e contiene alcune innovazioni, molte delle quali di complessa e delicata applicazione. Per questo Maggioli Editore ha ideato il nuovo corso:

CORSO DI FORMAZIONE

Il rinnovo del CCNL del Comparto Sanità

Aspetti applicativi  Corso valido ai fini della Direttiva Zangrillo in materia di formazione dei dipendenti pubblici

28 Set 2026  ore 9.30-12.30

231.80 €

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento