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Centri estivi 2021 – Chiarimenti su utilizzo finanziamenti statali

L’ANCI Lombardia ha reso noto che in riferimento al  Finanziamento statale  ai  Comuni per il potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa ai minori 0/17 anni (art. 63,  DL n. 73/2021 in fase di conversione), il Dipartimento della Famiglia con Messaggio 12 luglio 2021, n. 2 , fornisce alcuni chiarimenti, a fronte di numerosi questi posti dai Comuni, circa le modalità di spesa delle risorse a ciò destinate.

Innanzitutto, considerato il mutato quadro di contesto rispetto a quello dello scorso anno, che testimonia il consolidamento in molte realtà territoriali dell’offerta delle iniziative per i minori, nel 2021 potranno essere assecondate iniziative volte a fornire direttamente sostegno economico alle famiglie per accedere ai servizi, in quanto comunque volte ad intensificare e quindi “potenziare” i fruitori degli stessi. Pertanto tra le finalità di utilizzo delle risorse finanziarie assegnate nel 2021, è consentito ai Comuni elargire contributi economici, anche sotto forma di rimborso, di cui possono beneficiare direttamente le famiglie con figli minori (0/17 anni) che frequentano le attività organizzate dai centri estivi, dai servizi socioeducativi territoriali e dai centri con funzione educativa e ricreativa.

Nel messaggio del Dipartimento, inoltre si elencano, a titolo meramente esemplificativo, altre modalità di utilizzo delle risorse per il 2021, in particolare, i Comuni beneficiari del finanziamento possono:

  1. acquistare beni e servizi, direttamente o tramite una procedura di appalto prevista dalla normativa vigente in materia di appalti pubblici, con funzione strumentale rispetto agli interventi da realizzare per il potenziamento delle attività (es. strutture mobili per ospitare le attività all’aria aperta per i bambini, servizi di sanificazione degli spazi, utilizzazione di personale aggiuntivo, acquisizione di strumenti, mezzi, servizi per la ristorazione);
  2. sottoscrivere atti, quali protocolli, intese, convenzioni o contratti, secondo la normativa vigente, con altri enti pubblici e privati (ad esempio altri Comuni, ed enti più dettagliatamente indicati dal decreto di riparto, quali servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia paritari, scuole paritarie di ogni ordine e grado, enti del terzo settore, imprese sociali ed enti ecclesiastici e di culto dotati di personalità giuridica), finalizzati a disciplinare la collaborazione, anche sotto il profilo economico o l’affidamento in gestione, per la realizzazione degli interventi previsti dalla legge;
  3. realizzare interventi di costruzione, ristrutturazione o riorganizzazione di strutture e spazi dedicati a ospitare i bambini per le attività.

 Si ricorda che il decreto del Ministro per le Pari Opportunità e Famiglia 24 giugno 2021 di riparto delle risorse tra i Comuni è attualmente in fase di registrazione alla Corte dei Conti.

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