Attenzione alle certificazioni

ItaliaOggi
23 Marzo 2018
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In assenza di trasparenza e certezza di rigore contabile sostanziale non si devono sottoscrivere le certificazioni dei bilanci: è un richiamo molto forte quello che il Presidente dell’Inrl, Virgilio Baresi, rivolge ai revisori legali «alla luce delle pesanti responsabilità civili e penali cui il revisore deve sottostare, chiamato a rispondere col proprio patrimonio e con il rischio di reclusione fino a cinque anni, diventa fondamentale accertare la trasparenza e reale correttezza dei conti, senza le quali il revisore legale non deve porre la propria firma e quindi non deve certificare i bilanci che siano degli enti locali, delle partecipate o delle imprese private. È giunto il momento», prosegue Baresi, «di attenzionare gli amministratori locali, i referenti istituzionali e gli stessi imprenditori circa questo passaggio stabilito dalla nuova legge sulla revisione legale entrata in vigore un anno fa». Il significativo appello dell’Inrl viene lanciato proprio in vista della nuova scadenza dei termini per la deliberazione del bilancio di previsione da parte degli enti locali, fissata al 31 marzo, secondo quanto disposto da apposito Decreto del Ministero dell’Interno del 9 febbraio 2018, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 38 del 15 febbraio 2018). Il Decreto precisa che, fino a tale data, è «confermata l’autorizzazione per gli enti locali all’esercizio provvisorio del bilancio».
Il via libera per lo slittamento al 31 marzo era arrivato dalla Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, nel corso della seduta del 7 febbraio scorso. La scadenza per la deliberazione del bilancio di previsione di Comuni, Province e Regioni era già stata preventivamente prorogata al 28 febbraio 2018 dal Decreto del Ministero dell’Interno datato 29 novembre 2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6 dicembre 2017). Nello specifico entro la fine di questo mese, comuni, province e città metropolitane, dovranno attestare di aver conseguito, nell’esercizio appena chiuso, un saldo non negativo fra entrate e spese finali. La verifica più importante riguarda la competenza (differenza fra accertamenti e impegni), ma anche la cassa avrà la sua rilevanza contabile poiché occorre calcolare la differenza fra incassi e pagamenti, considerando i dati cumulati della gestione di competenza e dei residui. Padoan: centrale il ruolo dei revisori legali. E sul ruolo cruciale dei revisori legali si è soffermato recentemente lo stesso ministro dell’economia Piercarlo Padoan, in un messaggio rivolto proprio all’Inrl in occasione dell’importante seminario nazionale svoltosi a Villa Gernetto: in quella occasione Padoan, ribadendo che il ministero ha la vigilanza su tutta la materia che riguarda la revisione legale ed è interessato affi nché siano garantiti e rafforzati i presidi di legalità, trasparenza e professionalità al servizio dei cittadini-contribuenti e cittadini-investitori, ha evidenziato che «Quello della trasparenza contabile rappresenta un servizio pubblico che i revisori legali sono chiamati ad assolvere attenendosi alle nuove disposizioni contenute nella legge entrata in vigore un anno fa». L’importanza di questa svolta voluta dal legislatore nello stabilire il principio della terzietà e la metodologia dell’estrazione dei candidati revisori negli enti locali è stata rilanciata in tutte le giornate formative frontali, ben 15 fi no ad oggi, che l’Istituto ha organizzato sul territorio, da nord a sud d’Italia, con l’apporto di docenti altamente specializzati nella materia contabile, che in più occasioni hanno ribadito come il sistema dei principi internazionali di revisione Isa Italia, ai quali il revisore si deve attenere, rappresenta una garanzia di trasparenza nello svolgimento dell’attività professionale di revisione, sottolineando come il revisore legale, prima di assumere l’incarico ed anche dopo averlo assunto, e quindi nello svolgere la sua attività di controllo contabile, debba sempre valutare le situazioni e i fattori che possono infl uenzare la sua indipendenza.
E l’avvocato generale dello stato emerito, Michele Di Pace, presidente del comitato scientifi co dell’Inrl, lo ha più volte enfatizzato nelle sue apprezzate relazioni ai seminari nazionali organizzati negli ultimi mesi dall’Istituto: «Con la nuova legge sulla revisione, si è realizzato un sistema di controllo basato sulla separazione organica e funzionale tra l’attività di verifi ca legale e contabile (revisione legale) e quella di vigilanza (collegio sindacale) ,sull’attività della società e dei suoi amministratori.
Tale distinzione è derivata da una presumibile contiguità del collegio sindacale, espressione della maggioranza dei soci e quindi del medesimo gruppo di direzione che ha espresso gli amministratori. Il requisito di terzietà e di indipendenza», evidenzia Di Pace, «è insito nella natura e nella funzione della figura professionale del revisore legale, prima che ne fosse espressamente previsto e regolato dalla legge. E proprio l’art. 10 del decr. 39, prevede, quale principio generale che i revisori legali «devono essere indipendenti dalla società o ente sottoposta a revisione e non devono essere in alcun modo coinvolti nel suo processo decisionale», cioè non devono partecipare alla gestione dell’impresa. Non a caso i vertici dell’Istituto ribadiscono la regola fondamentale del profi lo di terzietà del revisore legale che lo distingue dalle altre libere professioni del settore economico, quali ad esempio quella dei dottori commercialisti che sono in qualche modo coinvolti nei processi decisionali della società attraverso l’attività di consulenza, e che giustifi ca, per i revisori, un percorso formativo continuo ben determinato e l’esame integrativo per l’accesso alla professione di revisore legale.

E ciò che l’Istituto ha inteso rilanciare con la stesura della Carta dei Valori, che ha raccolto successi anche alle elezioni politiche, ricalca le rifl essioni dei referenti istituzionali e dei professionisti che hanno animato fi no ad oggi gli eventi formativi dell’Inrl, ovvero che al revisore legale, specie e proprio in un periodo di crisi economica quale quella che stiamo attraversando, la legislazione, ora in vigore, ha attribuito una rilevante funzione di natura pubblicistica, che è quella di garantire la correttezza del mercato e che la revisione contabile è intesa come fi nalizzata a scopi, anche essi pubblici, quali la tutela della trasparenza, della veridicità e completezza dell’informazione societaria, collegata alla più ampia tutela degli investitori e della collettività. Commissione per l’internazionalizzazione della professione. In tale ottica appare molto significativo l’impegno dell’istituto con la avanzata analisi per la istituzione della commissione per la internazionalizzazione della professione di revisore legale, una delle poche libere professioni che trovano piena operatività in ogni paese dell’Unione europea, incentivando così la circolazione dei professionisti contabili, con un determinante sostegno allo sviluppo delle attività delle imprese e dei lavoratori dipendenti. I revisori legali iscritti all’istituto e interessati ai lavori della commissione sono invitati a contattare direttamente la presidenza dell’Inrl.
Prosegue, poi, l’attività dell’Istituto che nei prossimi giorni valuterà la convocazione del consiglio nazionale al quale sono stati invitati a partecipare tutti i revisori candidati alle recenti elezioni con l’impegno a dettare la tempistica per la predisposizione dei contenuti del nuovo statuto dell’istituto che verrà presentata in occasione dell’assemblea nazionale del giugno 2018.

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