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ANCI – Come calcolare il Fondo di solidarietà per ogni Comune

Il ministero dell’Interno traduce in cifre l’accordo raggiunto la scorsa settimana tra Governo e amministratori locali sulla distribuzione dei 6 miliardi di euro che rappresentano la dote 2016 dei Comuni per il fondo di solidarietà. Il decreto definitivo di Palazzo Chigi è in via di stesura, ma la direzione Finanza locale del Viminale anticipa i tempi per aiutare i Comuni nella «corsa» ai preventivi 2016, da approvare entro il 30 aprile e quindi di fatto da chiudere in questi giorni, per dare tempo ai revisori di verificare i conti e ai consigli comunali di approvarli.

Per ogni Comune, il Viminale ha definito un prospetto che mette in fila passo per passo le ricadute pratiche delle tante novità inserite dalla manovra nella determinazione del fondo, a partire dall’entità dei rimborsi che vengono indirizzati a ogni ente per compensarlo del mancato gettito determinato dai tagli alla Tasi sull’abitazione principale e all’Imu sui terreni agricoli, oltre che dal cambio di rotta nelle agevolazioni su canoni concordati e comodati. Sono ovviamente questi numeri, elaborati sulla base dei dati fiscali messi a disposizione dal ministero dell’Economia, i primi a far crescere i fondi destinati ai Comuni, anche nei casi in cui la semplice perequazione darebbe un risultato negativo perché l’ente versa al fondo di solidarietà più di quanto riceve essendo più «ricco» della media sul piano delle capacità fiscali. È il caso per esempio di Milano, dove il meccanismo della perequazione imporrebbe di versare nel calderone generale più di 116 milioni, ampiamente compensati però dai 129 milioni di rimborsi per l’Imu-Tasi. A Roma i tagli fiscali valgono 380,7 milioni, a Torino 115,7. È probabile che su alcuni di questi numeri, in particolare quelli «minori» relativi a comodati e concordati, nasca qualche problema di incrocio con i dati in mano ai Comuni, ma tra gli accantonamenti il meccanismo ha «congelato» anche 15 milioni per tamponare eventuali emergenze.

Più grave, al momento, è la questione ancora aperta sui tagli di troppo agli anni precedenti, prodotti dai calcoli sulla differenza fra il gettito Ici e quello Imu bocciati dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 5008/16. Sul punto, che secondo le stime potrebbe valere intorno ai 500 milioni (100 milioni all’anno nel 2012-16) è tornato anche il presidente dell’Anci Piero Fassino, che ha scritto al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (nonchè al sottosegretario Pierpaolo Baretta e al Capo di Gabinetto dello stesso Ministero Roberto Garofoli) chiedendo “un autorevole intervento presso gli uffici competenti, che possa favorire la concertazione di una soluzione equilibrata” al contenzioso tra Mef e Comuni sulle compensazioni finanziarie derivanti dall’istituzione dell’Imu, nel 2012. Un contenzioso conclusosi di recente in modo definitivo, con le sentenze del Tar del Lazio (03804/2014) e del Consiglio di Stato (5008/2015) che danno ragione ai Comuni e bocciano il metodo con il quale vennero attribuite le risorse destinate ai Comuni, “con particolare riferimento – scrive Fassino – alla differenza Ici-Imu e all’inclusione nella base imponibile Imu degli immobili di proprietà comunale che non producono alcun gettito”. Anci chiede di definire in tempi brevi una soluzione che dia seguito all’annullamento disposto dal Consiglio di Stato, evidenziando l’esigenza di destinare risorse in compensazione ai Comuni penalizzati dai provvedimenti annullati. Da qui la richiesta di “attenzione e di un autorevole intervento, in grado di salvaguardare tutti gli interessi in gioco, senza il quale si rischia di rimettere in discussione anni di riparti peraltro caratterizzati da continue modifiche di regime normativo”.

 

Come si redige il Documento unico di programmazione (DUP) Versione ordinaria e semplificata Gli strumenti di programmazione degli enti locali

di Elisabetta Civetta

Nato come strumento di supporto per il responsabile del servizio finanziario degli enti locali nella redazione/revisione degli atti amministrativi, che generalmente vengono adottati nella predisposizione e gestione del bilancio di previsione, questo nuovo volume è suddiviso in capitoli corrispondenti ai sei strumenti della programmazione degli enti locali, individuati nel c.d. principio applicato della programmazione:
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