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Alcuni interventi per gli enti in riequilibrio finanziario previsti nel “Milleproroghe”

Approfondimento di V. Giannotti

resoconto

Giro di boa degli ultimi emendamenti, approvati dalle Commissioni Riunite della Camera, per la legge di conversione del decreto cosiddetto “Milleproroghe”, alcuni di questi interessano gli enti in riequilibrio finanziario o in criticità finanziaria.

Assunzioni responsabili finanziari

In attesa che il decreto attuativo al d.l. 34/2019 venga pubblicato in Gazzetta Ufficiale, un emendamento approvato nella legge di  conversione del “mille proroghe” prevede che “Fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2, del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e dal titolo VIII del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di assunzione di personale, i comuni strutturalmente deficitari, o con ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato approvato o con piano di riequilibrio pluriennale deliberato dal Consiglio, dopo aver approvato il bilancio pluriennale dell’anno in corso, reclutano prioritariamente personale di livello apicale da destinare agli uffici preposti alla gestione finanziaria e contabile”. La necessità di responsabili finanziari è divenuta una priorità, in modo particolare per gli enti che siano stati oggetto di criticità finanziarie, dovendo dare questi enti immediatamente priorità al reclutamento di tale figura professionale considerata fondamentale anche in vista del successivo risanamento dell’ente.

Fondo di rotazione

Gli enti in riequilibrio finanziario che avessero fatto richiesta ed attenuto l’accesso al fondo di rotazione, previsto dall’art.243-ter del Tuel, ai sensi del successivo comma 243-sexies possono destinare queste risorse esclusivamente al pagamento dei debiti presenti nel piano di riequilibrio e, su queste risorse ricevute non sono ammessi atti di sequestro o pignoramento. Un emendamento prevede ora che queste risorse finanziarie, oltre che per il pagamento di debiti presenti nel piano di riequilibrio, possono essere utilizzate anche per il pagamento delle esposizioni eventualmente derivanti dal contenzioso censito nel piano di riequilibrio stesso.

Ricorso a mutui

In linea generale il ricorso al mutuo da parte degli enti in riequilibrio finanziario è vietata, tranne che per la contrazione di mutui necessari alla copertura di spese di investimento relative a progetti e interventi che garantiscano l’ottenimento di risparmi di gestione funzionali al raggiungimento degli obiettivi fissati nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, per un importo non superiore alle quote di capitale dei mutui e dei prestiti obbligazionari precedentemente contratti ed emessi, rimborsate nell’esercizio precedente (art.243-bis comma 9-bis del Tuel). Un emendamento ora prevede la copertura “anche a titolo di anticipazione, di spese di investimento strettamente funzionali all’ordinato svolgimento di progetti e interventi finanziati in prevalenza con risorse provenienti dall’Unione europea o da amministrazioni ed enti nazionali, pubblici o privati”. Attualmente i comuni capoluogo di provincia che avessero ottenuto finanziamenti (esempio bando delle periferie) per la realizzazione di opere pubbliche interamente finanziate dallo Stato, non avrebbero potuto avere accesso alle anticipazioni, anche di consistente ammontare, della Cassa Depositi e Prestiti la cui finalità era quella di coprire lo sfasamento temporale tra realizzazione dello stato di avanzamento delle opere pubbliche e pagamento da parte dello Stato. In questo modo il ritardo da parte dello Stato del rimborso delle spese sostenute potranno essere finanziate con risorse della Cassa Depositi e Prestiti evitando in tal modo un peggioramento dei tempi di pagamento, stante sino ad ora l’impossibilità di poter accedere a questa forma di agevolazione.

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