di ANTONIO RANALLI (da Italia Oggi)
Il 2 agosto 2026 segnerà un passaggio chiave per l’Unione Europea: con l’entrata in vigore dell’articolo 4 dell’AI Act, la formazione sull’Intelligenza Artificiale diventa un requisito strutturale per l’accesso ai contesti economici, professionali e istituzionali.
Non si tratta più di una competenza opzionale, ma di una condizione sempre più necessaria per partecipare ai processi di trasformazione in corso.
Questo passaggio si colloca in una fase di evoluzione anche normativa. Nei giorni scorsi, il Parlamento europeo ha approvato un pacchetto di modifiche alla legge sull’intelligenza artificiale nell’ambito dell’«Omnibus digitale», con l’obiettivo di rendere più sostenibile e applicabile il quadro regolatorio senza modificarne l’impianto di fondo.
La direzione è duplice: da un lato rafforzare tutele e trasparenza, dall’altro introdurre maggiore gradualità e certezza giuridica per imprese e organizzazioni. Il cambiamento si inserisce in una fase storica in cui l’Intelligenza Artificiale non è più una tecnologia emergente, ma una componente infrastrutturale dei sistemi produttivi e sociali. Incide su decisioni, organizzazioni, servizi pubblici e dinamiche economiche, ridefinendo il rapporto tra competenze e lavoro.
Articolo integrale pubblicato su Italia Oggi del 13 luglio 2026 (In collaborazione con Mimesi s.r.l.)
AI Act, meno di un mese e la trasparenza è d’obbligo
Con l’entrata in vigore dell’articolo 4 dell’AI Act, la formazione sull’Intelligenza Artificiale diventa un requisito strutturale per l’accesso ai contesti economici, professionali e istituzionali
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