PNRR, via libera a nuovi fondi per i servizi sociali di comunità: trasferiti quasi 9 milioni ai Comuni

Dipartimento per le politiche di coesione: pubblicato il decreto del 27 febbraio 2026 n.60

30 Marzo 2026
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Nuovo passo avanti per la misura destinata al potenziamento dei servizi sociali di comunità, uno degli interventi più rilevanti nati per rafforzare la presenza di servizi essenziali nei territori più fragili e periferici del Paese. Con una nota diffusa il 24 marzo, il Dipartimento per le politiche di coesione ha comunicato la pubblicazione del decreto del 27 febbraio 2026 n.60, con cui vengono approvate le istruttorie positive sulle richieste di erogazione presentate dai soggetti attuatori. Il provvedimento dispone in concreto l’impegno e il trasferimento di 8,9 milioni di euro, destinati a sostenere l’avanzamento di decine di interventi locali già finanziati. Il decreto chiarisce che le somme saranno erogate sotto forma di anticipazioni, pagamenti intermedi e saldi, in base allo stato di attuazione dei singoli progetti e alla documentazione trasmessa dagli enti beneficiari.

Indice

Dai fondi PNRR alle risorse nazionali


L’intervento nasce all’interno della Missione 5 “Inclusione e coesione” del PNRR, nella linea dedicata al “Potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità”, con l’obiettivo di migliorare l’offerta di servizi nei territori delle aree interne, contrastando marginalità, disagio sociale e carenza di presidi locali. Il quadro, però, nel tempo è cambiato. Come si legge nel decreto, la misura era inizialmente inserita nel PNRR con una dotazione complessiva di 500 milioni di euro, ma successivamente è stata espunta dal Piano con la decisione ECOFIN dell’8 dicembre 2023. Questo non ha però fermato gli interventi: il Governo ha infatti deciso di rifinanziare l’operazione con risorse nazionali, mantenendo in vita i progetti già avviati e distribuendo i fondi su più annualità fino al 2029. È un passaggio importante perché conferma che, pur uscendo formalmente dal perimetro PNRR, la misura continua ad andare avanti e a produrre effetti concreti sui territori.

Servizi sociali: la destinazione delle risorse 

Il cuore della misura è semplice: portare più servizi dove oggi ce ne sono meno. Il finanziamento serve infatti a sostenere interventi capaci di migliorare la qualità della vita nelle comunità locali, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree più distanti dai grandi centri. Si parla di spazi sociali, strutture dedicate all’assistenza, luoghi per attività educative, socio-sanitarie o aggregative, ma anche di opere e adeguamenti utili a rendere questi servizi più accessibili e funzionali. Nel decreto si ricorda che la finalità dell’investimento è quella di promuovere soluzioni ai problemi di disagio e fragilità sociale, attraverso la creazione di nuovi servizi o il miglioramento di quelli esistenti, aumentando sia il numero dei destinatari sia la qualità dell’offerta.

I numeri del decreto: 42 enti coinvolti, con trasferimenti già autorizzati

Entrando nel dettaglio, il decreto certifica che l’esito delle verifiche svolte dal Dipartimento è stato positivo e autorizza il trasferimento complessivo di 8.928.471,57 euro. Di questi, 533.434 euro vengono riconosciuti come anticipazioni, mentre 8.395.037,57 euro riguardano invece pagamenti intermedi o saldi relativi a progetti in fase più avanzata. Il prospetto allegato al provvedimento elenca 42 soggetti attuatori distribuiti in diverse regioni italiane, con importi molto differenti a seconda del tipo e della dimensione dell’intervento. Per i territori coinvolti, si tratta di un passaggio concreto: soldi che non restano sulla carta, ma che possono ora tradursi in cantieri, servizi, adeguamenti e opportunità reali per le comunità locali. Per i territori coinvolti, si tratta di un passaggio concreto: soldi che non restano sulla carta, ma che possono ora tradursi in cantieri, servizi, adeguamenti e opportunità reali per le comunità locali.

>> POTENZIAMENTO SERVIZI SOCIALI: CONSULTA IL TESTO INTEGRALE DEL DECRETO DEL 27 FEBBRAIO 2026 N.60.

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