Con l’avvio del 2026, la Legge di Bilancio (legge 30 dicembre 2025, n. 199) introduce tre regimi di imposta sostitutiva destinati a incidere su componenti specifiche della retribuzione dei lavoratori dipendenti, sia nel settore privato sia nella Pubblica Amministrazione. La logica è comune: sostituire Irpef e addizionali con un prelievo più leggero (5% o 15%), salvo rinuncia scritta del lavoratore.
Per rendere concretamente applicabili le misure, l’Agenzia delle Entrate ha istituito, con risoluzioni del 29 gennaio 2026, i nuovi codici tributo necessari ai sostituti d’imposta per i versamenti tramite F24 e, per la PA, anche tramite F24 Enti Pubblici (F24EP).
03
Febbraio 2026
14:30 – 16:30
Le novità della legge di bilancio 2026 per le entrate comunali
A cura di Pasquale Mirto
La legge di bilancio 2026 interviene con l’inserimento di diverse disposizioni nell’ambito dei tributi comunali. Non mancano le “solite” norme di interpretazione autentica, ma anche l’istituzione di nuovi istituti, come la definizione agevolata dei tributi comunali (condoni).
Rilevante è anche l’entrata in scena di AMCO, anche se qui si dovrà aspettare l’emanazione di un decreto ministeriale per capire la portata dell’intervento normativo.
Altre novità sono contenute nel decreto “Milleproroghe” e nel d.lgs. n. 192/2025.
Il corso analizza l’impatto sulle attività degli uffici tributi comunali delle nuove norme entrate in vigore.
Attraverso le apposite funzionalità della piattaforma sarà possibile porre domande e quesiti al docente.
Indice
Privati: turni, notti e festivi al 15% e rinnovi contrattuali al 5%
Per il solo periodo d’imposta 2026, il Bilancio prevede l’imposta sostitutiva del 15% su maggiorazioni e indennità legate a lavoro notturno, festivo, nei riposi settimanali e lavoro su turni (articolo 1, commi 10 e 11). Il versamento si effettua con il codice tributo 1076, affiancato dai codici “speciali” per i casi di imposta dovuta o versata in Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta (1610, 1929, 1933, 1311).
Sempre nel 2026, un secondo incentivo riguarda gli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026: qui l’aliquota scende al 5%, ma solo per i lavoratori che nel 2025 hanno avuto redditi da lavoro dipendente non oltre 33mila euro. In questo caso i codici tributo sono 1075 e i corrispondenti per le regioni a regime particolare (1609, 1926, 1927, 1310).
In entrambi i casi, l’opzione è automatica salvo rinuncia scritta del lavoratore: un dettaglio che impone attenzione nella gestione documentale e nei flussi payroll.
PA: accessorio del personale non dirigente al 15% e doppio canale F24/F24EP
La terza misura interessa direttamente le amministrazioni pubbliche: per il 2026 il trattamento economico accessorio del personale non dirigenziale (incluse indennità fisse e continuative e personale in regime di diritto pubblico) può essere tassato con imposta sostitutiva del 15% (articolo 1, comma 237).
Per i versamenti, l’Agenzia ha previsto sia i codici per F24 ordinario (1077 e collegati 1611, 1934, 1935, 1314) sia quelli dedicati al modello F24EP: 179E, 180E e 181E. Una distinzione operativa che coinvolge uffici finanziari, personale e tesoreria, soprattutto nella corretta imputazione del “mese di riferimento” e dell’“anno d’imposta”.
Compilazione F24: attenzione a mese e anno
Per tutte le misure, i codici vanno inseriti in sezione Erario, solo nella colonna “importi a debito versati”. Il mese è quello della trattenuta (formato 00MM) e l’anno è quello d’imposta (formato AAAA). Nel modello F24EP i campi “codice” ed “estremi identificativi” non vanno valorizzati.
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