dal Sole 24 Ore
La sentenza della Corte costituzionale che ripensa il limite alle retribuzioni pubbliche non gonfierà in automatico le buste paga dei vertici apicali della PA. Gli stipendi restano gli stessi, e invariati sono anche i fondi integrativi che finanziano le voci accessorie. I primi a beneficiarne saranno i titolari di incarichi aggiuntivi, che a fine anno si vedranno tagliare solo le somme eventualmente superiori ai 311.658,53 euro lordi del “nuovo” limite, o alla soglia aggiornata che sarà fissata con Dpcm, e non più tutta la parte eccedente ai 255.127,83 del vecchio tetto.
Gli altri effetti saranno dilatati nel tempo, perché la pronuncia apre più spazio di manovra sulle retribuzioni, e anche sulla discussione politica relativa alla loro regolazione. Potrebbe non essere lunga, invece, l’attesa di altre novità retributive per i dirigenti statali. Perché questa mattina è convocata all’Aran una riunione sul contratto 2022-24 dei dirigenti delle «Funzioni centrali», comparto che abbraccia ministeri, agenzie fiscali ed Enti pubblici non economici come INPS e INAIL. E potrebbe essere quella decisiva per la firma dell’intesa, a meno che i nodi ancora in discussione su relazioni sindacali, tutele del diritto all’incarico e quota minima di “eccellenze” retributive non impongano un supplemento di discussione.
La mancata firma oggi, però avrebbe la conseguenza probabile di far entrare in vigore il contratto, con i suoi aumenti, solo l’anno prossimo, dopo le verifiche di rito da parte di Ragioneria generale e Corte dei conti. In caso contrario l’ok definitivo arriverebbe in autunno. In ogni caso, i numeri chiave del contratto sono ormai definiti. E prospettano aumenti da 558 euro lordi al mese, figli della media fra una prima fascia più ricca ma meno popolata (980 euro lordi di aumento medio) e una seconda fascia che costituisce il grosso della dirigenza pubblica (545 euro lordi al mese).
Al conto si aggiungono poi gli arretrati, che nonostante gli anticipi riconosciuti a tutto il pubblico impiego con la maxi indennità di vacanza contrattuale, arrivano intorno ai 9.400 euro lordi una tantum (con l’intesa in vigore da ottobre). Nel caso dei dirigenti, com’è ovvio, le medie riflettono cifre effettive molto diversificate da caso a caso, soprattutto in un comparto articolato come quello delle «Funzioni centrali». Che contempla anche profili come i dirigenti sanitari del ministero della Salute, che hanno cifre specifiche collegate agli incarichi di struttura semplice o complessa. Per i dirigenti sanitari di ministero e Aifa con un orario di lavoro prefissato, poi, arriva il buono pasto nei giorni di lavoro agile come già previsto nel contratto dei non dirigenti. Ma l’intesa non si occupa solo di cifre. E torna fra le altre cose sul tema della formazione, rilanciato a più riprese come strategico dal ministro per la PA Paolo Zangrillo. Per coltivarla, i dirigenti avranno anche il diritto a un’aspettativa non retribuita fino a tre mesi all’anno, compatibilmente con le esigenze dell’amministrazione, e potranno vedersi un contributo economico dall’amministrazione che ne riconosca «l’effettiva connessione delle iniziative di formazione e aggiornamento» programmate dall’Ente.
* Articolo integrale pubblicato su Il Sole 24 Ore del 29 luglio 2025 (In collaborazione con Mimesi s.r.l)
Dirigenti statali, pronti aumenti medi da 558 euro
Gli effetti della sentenza della Corte costituzionale che ristabilisce il limite alle retribuzioni pubbliche
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